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COMUNICATO STAMPA

MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE

Gruppo di Chieri

 

Apprendiamo che sul mensile Chieri Notizie n. 13 di giugno/luglio 2012 sono apparse delle dichiarazioni attribuite al gruppo chierese del Movimento 5 Stelle circa la questione dell’acquisto dell’impianto multi-mediale della sala consiliare.

Ci preme sottolineare che dei virgolettati riportati nell’articolo non c’è traccia sui nostri canali di informazione e che il nostro portavoce non è mai stato interpellato da qualcuno riconducibile al periodico per conoscere la posizione del gruppo in proposito.

E’ preoccupante che quanto riportato non corrisponda minimamente al vero e stravolga e mistifichi la nostra posizione circa la questione della diretta streaming delle sedute consiliari e dell’hardware preposto acquistato dal Comune di Chieri.

A tal proposito rimarchiamo che l’unica posizione del gruppo chierese del Movimento 5 Stelle Piemonte in proposito è quella disponibile sul nostro blog all’indirizzo https://meetupchieri.wordpress.com/2012/06/18/non-dite-che-non-lavevamo-detto/  e negli articoli correlati disponibili in calce all’articolo stesso oppure pubblicati sul giornale locale.

 

Ripetiamo quindi che quanto riportato nell’articolo E’ TOTALMENTE E DRAMMATICAMENTE INESATTO E NON E’ IN ALCUN MODO RICONDUCIBILE AL GRUPPO CHIERESE del MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE.

Nell’articolo a firma del direttore Cirantineo infatti si riportano parole che esprimono esattamente l’opposto di quanto riportato nel nostro comunicato ufficiale di cui sopra.

 

Pur prendendo le distante in toto da quanto pubblicato, gradiremmo rettificare alcuni punti a tutela della nostra reputazione e della nostra correttezza.

 

1) Proprio perché avvezzi all’uso dei mezzi informatici, non abbiamo MAI detto che il comune utilizza piattaforme gratuite, anzi abbiamo puntualizzato l’esatto contrario. Piuttosto siamo stati noi che abbiamo fornito un servizio di streaming audio/video delle sedute con l’utilizzo di piattaforme pubbliche gratuite e con il minimo di banda fornita dal wi-fi della sala consiliare.

 

2) Non abbiamo mai chiamato in causa l’opposizione: casomai abbiamo riconosciuto il merito a quei consiglieri del PD (Olia e Maspoli) che si sono premurati di incontrarci per sostenere la nostra richiesta di ripresa video delle sedute. Va anche precisato che durante le sedute consiliari il gruppo del PD, nella fattispecie il consigliere Civera, era stato critico verso l’eccessiva spesa stanziata in un periodo di crisi sottolineando l’importanza della gratuità del servizio che era nostra intenzione fornire.

Quindi per una volta almeno non ci sono motivi di critica verso la compagine del Partito Democratico e non riusciamo quindi a capire l’intento di questo articolo volto a seminare zizania.

 

Diffidiamo quindi il direttore del periodico Chieri Notizie a pubblicare ulteriori dichiarazioni prese chissà dove, se non addirittura inventate, e attribuirle al gruppo chierese del Movimento 5 Stelle senza citarne una fonte verificabile.

A scanso di equivoci, ricordiamo al sig. Cirantineo che per nostra politica di trasparenza non moderiamo i commenti del nostro blog (salvo casi di dichiarazioni che costituiscano illecito o reato) e delle pagine facebook del gruppo. Pertanto chiunque, anche chi non è legato al nostro gruppo, può esprimere la propria opinione in merito agli articoli pubblicati – che sono e restano L’UNICA FONTE UFFICIALE DEL PENSIERO DEL GRUPPO – senza per questo diventare una fonte rappresentativa del nostro pensiero.

 

Ricordiamo, anche se a un giornalista presumibilmente iscritto all’albo non dovremmo ricordare l’ABC, che per le interviste è possibile richiedere un contatto alla mail del gruppo meetup.chieri@gmail.com .

 

Ricordiamo anche che ulteriori articoli mistificatori e diffamatori nei nostri confronti ci costringeranno a intraprendere tutte le azioni necessarie alla tutela della nostra immagine pubblica.

Qui di seguito la scansione dell’articolo.

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NON DITE CHE NON L’AVEVAMO DETTO

Le trasmissioni riprenderanno nel più breve tempo possibile

SI legge sul corriere di martedi 05/06/12 della polemica sull’ennesimo default del sofisticato sistema multimediale sponsorizzato dall’assessore alla partecipazione Zullo.
80.000 euro sono l’oggetto del contendere tra maggioranza e opposizione. Sono troppi, sono pochi? Dipende, diremmo noi.
Se il sistema funzionasse a puntino (e direi che dopo mesi dall’installazione si DOVREBBE PRETENDERE dal fornitore il funzionamento impeccabile del sistema) potrebbero essere una cifra congrua, a prescindere da valutazioni nel merito della “potenza di fuoco” richiesta che a noi sembra leggermente esagerata per la puerilità del compito da svolgere.
Da una prima analisi del sistema, almeno per quanto riguarda la diretta streaming e la registrazione delle sedute, salta subito all’occhio come l’acquisto sia ricaduto su una piattaforma proprietaria che fa uso di hardware dedicato e di una piattaforma di streaming video altrettanto proprietaria. Nella teoria il tutto è sicuramente ottimo perchè non richiede competenze particolari per il funzionamento (se funziona tutto), ma pone seri dubbi nel medio lungo periodo (che nel mondo informatico si misura in 5-10 anni) in quanto ci si è legati mani e piedi al fornitore dell’hardware e della piattaforma di streaming negandosi la scalabilità a basso costo del sistema e la possibilità di fruire delle evoluzioni tecniche e tecnologiche che sicuramente si presenteranno sulla scena nei prossimi anni. Senza contare che in caso di fallimento del costruttore dell’hardware (è triste, ma di questi tempi capita) ci si troverà con un sistema sul quale NESSUNO andrà a mettere le mani senza il rischio di rimanere scottato (ergo rimarrà a marcire).
Resta quindi il rammarico nel constatare per l’ennesima volta la leggerezza e la miopia con cui vengono fatti gli acquisti anche importanti nella nostra amministrazione. Non pretendiamo sicuramente che una amministrazione ambiziosa di lasciare il segno (nelle casse comunali) si basi su quanto abbiamo fatto noi del MoVimento 5 Stelle, che abbiamo fornito un servizio simile GRATUITAMENTE con una webcam da 20 € e un account gratuito su una piattaforma di streaming, limitato solo dalla scarsa banda della connessione wi-fi della sala comunale. Ci permettiamo però di sottolineare che, proponendo la classica metafora automobilistica, è stata comprata una Ferrari per fare il lavoro di una Panda e che sicuramente nel mezzo c’erano soluzioni alternative forse meno immediate per l’installatore, ma più vantaggiose nel lungo termine per la collettività.
Nel frattempo sarà opportuno che il MoVimento 5 Stelle Chierese riprenda la sua attività di streaming delle sedute consiliari se non altro per offrire un backup a costo zero alla costosa macchina comunale.

Post passati sull’argomento:

https://meetupchieri.wordpress.com/2011/10/21/consiglio-comunale-on-demand/

https://meetupchieri.wordpress.com/2011/09/24/partecipazione-si-basta-che-non-sia-gratis/

https://meetupchieri.wordpress.com/2011/06/09/della-timidezza-e-del-consiglio-comunale-di-chieri/

BASTA UN POCO DI CEMENTO E LA PILLOLA VA GIU’…

Ma Sogno o son desto? L’assessore (neoassessore) all’urbanistica il Sig Cravero, non sapendo che fare, allegramente e sottovalutando il problema alla faccia di chi a fine mese non ci arriva, per rilanciare l’area industriale di Chieri punta su Fontaneto 3 e un megastore? Stiamo perdendo il senno o l’abbiamo già perso? Fontaneto 1 e 2 sono  ricche di terreni ancora non costruiti e la prima ha già pagato il suo dazio di capannoni che vengono dismessi da aziende che chiudono.

Tenendo altresì conto che la zona di Fontaneto è altamente a rischio idrogeologico (sarà un caso che si chiami “fontaneto”?), cementificarla ulteriormente sarebbe come mettersi un cappio al collo (questo secondo il piano regolatore cittadino, non secondo noi).

Pochi mesi orsono, solo quest’autunno, è stato aperto un ipermercato in Chieri (forse l’assessore non lo sa, o non l’ha notato) che ha prodotto una quantità esigua di posti di lavoro rispetto quella che avevano promesso; questi posti si son volatilizzati come il fumo che vende questa giunta!

Prima di aprire la bocca e proporre idee obsolete basterebbe informarsi leggermente per vedere che persino la regione sta rivedendo le sue politiche sull’organizzazione del commercio ponendo un freno ai nuovi insediamenti; di fatti stanno bloccando i permessi di costruzione di centri commerciali considerando anche il fatto che siamo arrivati ad avere metri quadrati di queste aree pro capite che supera la soglia minima di abitabilità domestica!! (16mtq di centri commerciali quando il minimo per vivere son considerati 14mtq) Da qui la domanda: perchè fare una cosa di cui ce ne sono in abbondanza per uscire dalla crisi? http://www.gdoweek.it/articoli/0,1254,44_ART_2571,00.html

Perfino l’(ex)assessore Sodano (il cui partito è a favore del nuovo Mostro in cemento armato) nei mesi successivi all’apertura del nuovo Gialdo ha dovuto ammettere che i commercianti del centro e della chiocciola (per non dire quelli della periferia che si son calati le braghe) hanno seriamente accusato il colpo! Già ci dimentichiamo che la pista di pattinaggio su ghiaccio in centro città è stata proprio concepita per rilanciare la zona pedonale. Ma questo l’assessore Cravero lo saprà benissimo, visto che faceva parte dell’associazione che gestiva la pista!

In conclusione il neo-assessore Cravero riesce in un sol colpo a non capire la radice del problema e a proporre una soluzione al suddetto problema inadeguata e soprattutto anacronistica.

Se si fosse preso la briga di parlare non solo con chi dispone evidentemente di discrete riserve auree e giri di affari milionari, ma anche con gli artigiani o i piccoli imprenditori che vivono più direttamente questa crisi congiunturale, avrebbe scoperto che, banalmente, la presenza di uno sportello bancario in prossimità di un’azienda non  riduce lo spread da usura applicato oggi dalle banche sul credito immobiliare necessario a una rilocalizzazione (nonostante gli ingenti finanziamenti statali ricevuti per salvarci dalla crisi).

Avrebbe anche scoperto che arriviamo da anni di magra del settore manifatturiero torinese, per cui è probabile che quelle aziende che non hanno macinato utili o che nel tempo non si sono costituite delle riserve più o meno lecite per privilegiare l’aggiornamento strumentale o anche solo per garantirsi la sopravvivenza senza ricorrere a cassa integrazione, mobilità o prepensionamenti, oggi possono non avere quello slancio per intraprendere un passo importante quale la realizzazione di un immobile.

Fontaneto ha ancora le cicatrici fresche della chiusura della Tessitura Leandro Piovano, bellissima azienda che era uscita da un disastro a testa alta e che nonostante il florido portafoglio ordini ha subito gli effetti della mancanza di liquidità e della stretta creditizia tanto da dover chiudere. Altre aziende hanno già chiuso.

Siamo in una crisi sistemica epocale e questi signori pensano di rendere appetibile un’area industriale con un albergo, un bar e una banca? Pensano che una nuova area commerciale con un MEGASTORE (ma che cosa è, di preciso, un megastore? Che cosa ha di diverso rispetto a un centro commerciale?) attirerà clienti per un marmista, per un produttore di carpenterie metalliche, per una tessitura, per un’officina meccanica?

Scusate, ma ci sfugge il nesso.

Oggi le aziende hanno bisogno di poca burocrazia (e non dover aspettare 9 mesi per avere un parere su un progetto come può accadere a Chieri, non in Barbagia – possiamo dimostrarlo con i documenti), hanno bisogno di liquidità e di sostegno finanziario (magari ridurre l’IMU sugli immobili di proprietà delle aziende che ci lavorano) oltre che di tempo, quindi una moratoria sulla scadenza dei termini imposti dalla convenzione edilizia per l’inizio dei lavori.

Tutte soluzioni rapide e senza spargimento di ulteriore cemento e senza offesa per l’intelligenza dei chieresi.

Incredibile che non una di queste soluzioni si annoveri nel ventaglio proposto dalla nostra amministrazione.

CARTA SPRECATA

SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA

 

Ci perdoni Primo Levi per questa azzardata parafrasi di un capolavoro della letteratura, ma anche in questa storia si parla di dignità calpestata, anche se si tratta semplicemente di dignità professionale.

Si legge nel numero di marzo del periodico gratuito Chieri Notizie un fine esercizio di giornalismo investigativo degno del duo Bob Woodward e Carl Bernstein . In questo caso la Gola Profonda de noantri ha “spifferato” che i consiglieri del Movimento 5 Stelle Piemonte, Davide Bono e Fabrizio Biolè avrebbero spartito tra conoscenti, parenti e amici di partito (ma quale?) i fondi destinati a finanziare progetti proposti dai cittadini.
L’impianto dell’articolo è un esempio del peggiore “copia&incolla” e della migliore disonestà intellettuale: intanto si riporta come unica fonte “Lo Spiffero”, un sito di informazione politica di dubbia qualità che il mese scorso aveva attaccato l’impianto e la conduzione dell’R-DAY senza nemmeno preoccuparsi di approfondire i contenuti e le modalità di una iniziativa che non ha eguali nella storia politica del nostro paese.

Bastavano pochi minuti su un motore di ricerca e anche un dilettante avrebbe potuto “scoprire” con largo anticipo che CHIUNQUE, anche un tesserato del PDmenoL o del PDL, avrebbe potuto partecipare con un manipolo di 20 sostenitori in quanto l’evento era pubblico e aperto a TUTTI i cittadini piemontesi senza vincoli di appartenenza politica. Se poi questi ignavi elettori dei partiti “istituzionali” non sono riusciti nemmeno a produrre uno straccio di proposta e a trovare 20 compari disposti a sostenerli (a volte basta un panino e una bibita per convincere certa gente a fare da comparsa) per accaparrarsi una fetta di malloppo non è certo colpa del Movimento 5 Stelle.

Intanto deve essere chiaro che i proponenti dei progetti non si “accaparrano” solo i denari, ma anche la responsabilità di essere referenti per il progetto che, dopo la presentazione pubblica, doveva comunque essere formalizzato per iscritto entro 10 giorni e quindi subire un ulteriore vaglio dello staff dei Consiglieri prima di essere finanziato.

Bastava leggere qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/02/r-day-esperimento-riuscito.html

“Come da regolamento, entro 10 giorni i presentatori ci dovranno inviare un progetto scritto, contenente tempi, costi e metodi di esecuzione. I documenti verranno caricati sul nostro sito, daremo ampio resoconto delle fasi di avanzamento e delle spese sostenute per ogni iniziativa, come nella nostra tradizione di trasparenza totale.”

Ma la faziosità di questi sedicenti mezzi di informazione si evidenzia quando affermano che “sarà un caso che l’elenco dei progetti vincitori sia stato pubblicato sul sito dei 5 Stelle del Piemonte omettendo i nomi di coloro che avevano presentato tali progetti”.
Intanto la giornata è andata in diretta streaming e subito pubblicata su Youtube, quindi a disposizione di tutti per qualsiasi verifica. Anche qui bastavano la buona volontà e due clic di mouse. Non viene il dubbio a questi segugi che se uno avesse voluto fare delle “pastette” non si sarebbe preso la briga di mandare in diretta tutta la giornata?

Comunque sempre facendo il mestiere di giornalista ci si sarebbe potuti imbattere in questo altro post dove nomi e progetti sono stati pubblicati.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/03/r-day-avanti-con-i-progetti.html

In buona sostanza il sig. F.C. che firma l’articolo, immaginiamo il direttore Fabio Cirantineo, non dice nulla, oltre a dell’ironia fuori luogo, che non sia già stato detto (a sproposito) sull’evento.
Avesse voluto fare un minimo di servizio giornalistico e non squallida propaganda politica avrebbe potuto chiedere l’opinione del gruppo chierese del Movimento 5 Stelle, ma come abbiamo visto la deontologia e la professionalità non sono nelle corde di certe persone. Le stesse persone che poi si sperticano in salamelecchi sul congresso del PDL beatificando San Sodano Eletto senza avere nulla da eccepire circa la ritrosia del medesimo partito a designare un assessore donna (a questo punto almeno un assessore unisex colmerebbe un buco da troppo tempo lasciato vacante) a Chieri o che incensano la rivoluzione tecnologica della sala consiliare dell’assessore Zullo non trovando nemmeno lontanamente fuori luogo, in tempi di crisi nera, la spesa spropositata (quasi 90.000 euro) per l’allestimento di un barocco informatico zeppo di tecnologia proprietaria, quando con un PC connesso in rete e una webcam si sarebbe potuto ottenere lo stesso risultato circa lo streaming video delle sedute. Sulla necessità di tutti gli altri amennicoli sarebbe bello poter avere in mano i conti fatti dai nostri amministratori per valutare l’investimento e i suoi tempi di ritorno.

Nel frattempo vi lasciamo con un pezzo di una testata giornalistica seria che si è sciupata a documentare di persona gli eventi.

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/giorno-rimborsi-movimento-stelle/191202/

Qui, per i feticisti dello scoop, la registrazione integrale della giornata.

http://youtu.be/JoWPczTuesc

IL PREZZO DELLA DEMOCRAZIA

Si legge sul Corriere di Chieri di oggi, venerdi 15/3, della polemica scoppiata in Consiglio Comunale circa l’impatto sui conti pubblici dell’attività del consigliere Furgiuele.

Personalmente non ho simpatia per il personaggio, politicamente opportunista che persegue esclusivamente una campagna per la sua eterna permanenza in Consiglio Comunale, ma mi permetto di spezzare una lancia in favore del suo ruolo istituzionale facendo due semplici considerazioni.

La prima, circa gli errori di battitura che hanno fatto diventare la “imbiancheria del Vajro” la “imbiancherai del Vajro”: avendo personalmente assistito in consiglio alla scena, ho trovato, insieme agli altri presenti in piccionaia, alquanto più disgustosa la risposta palesemente canzonatoria data dall’assessore Calligaro, pubblico amministratore retribuito con uno stipendio per la sua attività e quindi tenuto a un certo contegno, che ha fatto notare le difficoltà riscontrate nel capire dove si trovasse questa fantomatica “imbiancherai”. Ricorderei all’assessore che il Consiglio Comunale non è il palco di Zelig (anche se talvolta il livello espresso dalla compagnia teatrale è al livello del peggior avanspettacolo) e che forse le difficoltà dell’assessorato nella localizzazione geografica chierese sarebbero ridotte se l’assessore competente fosse un CHIERESE e non fosse distratto dalla sua attività di consigliere comunale a Moncalieri.

Un vero peccato che dopo gli annunci a mezzo stampa di avvio delle dirette streaming “istituzionali” (quelle che piacciono tanto al nostro amico Marinari), la sua performance non abbia avuto la dignità di “andare in onda” causa lieve disservizio.

La seconda osservazione va fatta sulla concezione che ha della rappresentanza democratica e delle istituzioni il leghista Sidari: costui infatti lamenta il fatto che molte delle interpellanze potrebbero essere risolte nei corridoi e negli uffici con gli assessori competenti senza passare dal Consiglio Comunale. Ricorderei questa volta al sig. Sidari che le questioni pubbliche andrebbero risolte in un luogo pubblico, in maniera che rimanga traccia delle risposte date e degli impegni presi e che, di conseguenza, l’Amministrazione sia sempre responsabilizzata nelle sue parole e nelle sue azioni. In un paese civile questo sarebbe indice di trasparenza e correttezza istituzionale e probabilmente non dovrebbe nemmeno essere messo in discussione; in Italia è forse l’unica maniera affinchè la politica non si riduca alla dittatura della maggioranza: un mese di campagna elettorale e cinque anni di annunci e proclami a mezzo stampa puntualmente smentiti nei fatti a colpi di giunta e decisioni prese nei corridoi. In questo caso la forma è anche sostanza.

Visto che Sidari e colleghi si preoccupano dei costi della politica, li invitiamo nuovamente a presentare la nostra mozione a favore della petizione popolare “FUORI I SOLDI DALLA POLITICA”, visionabile e riproducibile liberamente dal nostro blog a questo indirizzo https://meetupchieri.wordpress.com/2011/12/30/petizione-popolare-fuori-i-soldi-dalla-politica/ .

PETIZIONE POPOLARE “FUORI I SOLDI DALLA POLITICA”

30 dicembre 2011 Lascia un commento

attualmente lo stipendio dei consiglieri regionali è composto da un’indennità lorda di 8.500€ alla quale si aggiungono vari escamotage atti a farlo lievitare. Ad esempio i “rimborsi forfettari”: 2.500 euro erogati con la scusa che il consigliere avrà delle spese legate al suo lavoro e per le quali la Regione elargisce rimborsi senza richiedere alcuna fattura o altra prova che ne dimostri l’effettiva spesa.

In totale ogni consigliere riceve dagli 8.000 ai 13.000 euro netti al mese.

I consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, Davide Bono e Fabrizio Biolè, così come annunciato in campagna elettorale, già dalla prima mensilità si sono limitati lo stipendio a 2.500 € netti rinunciando oltretutto a rimborsi e gettoni.

Per ridurre lo stipendio dei loro colleghi hanno presentato due proposte di legge che sono state ovviamente bocciate con larga e trasversale maggioranza.

Alcuni cittadini sostenitori del Movimento 5 Stelle si sono quindi organizzati e hanno indetto una petizione che chiede alla Giunta Cota e alla sua maggioranza Consiliare di approvare in sostanza il testo di legge presentato dal Movimento 5 Stelle stesso.

In tutto il Piemonte dei cittadini senza tessere di partito hanno quindi informato altri cittadini in strada, al bar, nel proprio condominio, fino a raccogliere 22 mila firme delle quali alcune centinaia a Chieri.

La petizione sta svolgendo l’iter previsto dal regolamento regionale ed è stata presentata dal primo firmatario, l’astigiano Fabio Martina, alla Commissione Bilancio del Consiglio Regionale il 2 dicembre u.s.

Com’è solito di questa classe politica, probabilmente le istanze dei cittadini verranno ignorate. Occorre quindi fare la maggior pressione possibile. In quest’ottica è stata scritta una mozione che impegna le giunte comunali piemontesi a sostenere la legge d’iniziativa popolare.

La mozione sarà recapitata ai consiglieri comunali chieresi e ciascun consigliere potrà presentarla in qualsiasi momento alla giunta, per far sì che venga discussa e auspicabilmente approvata.

In un periodo di congiuntura avversa e di grave scollamento della politica dalla realtà vissuta dalla maggioranza dei cittadini, un gesto in questo senso da parte dei politici chieresi sarebbe doveroso, se non addirittura dovuto, per dimostrare la volontà dal basso di ricucire lo strappo tra politica e cittadinanza.

Soltanto con continua pressione da ogni fronte si potrà ottenere la fine degli sprechi.

Segue il testo della mozione come è stata recapitata a tutti i consiglieri comunali dotati di email (perchè non tutti hanno una mail di riferimento…).

Il sottoscritto ………………, consigliere comunale di ………………….presenta la seguente proposta di

MOZIONE

VISTA

la consegna ai competenti uffici del Consiglio Regionale del Piemonte, della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica”, per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, la quale ha raccolto circa 22mila adesioni e la successiva audizione avanti la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del primo firmatario avvenuta in data 2 dicembre 2011

EVIDENZIATO

che la stessa contiene le proposte di seguito riportate:
1) Riportare le indennità dei consiglieri alla prima determinazione del 1972, cioè il 55% delle indennità dei parlamentari.
2) Ridurre le indennità di funzione aggiuntiva, a partire dal Presidente della Giunta e dagli Assessori.
3) Sopprimere i gettoni di presenza pari a circa 122 euro a seduta.
4) Sopprimere i rimborsi forfettari.
5) Ridurre i rimborsi spese chilometrici
6) Sopprimere il vitalizio per gli ex consiglieri regionali.

SOTTOLINEATA

l’esigenza di ridurre i costi della politica alla quale devono concorrere tutti i livelli istituzionali, soprattutto quelli più alti, esigenza ribadita anche dal Presidente del Consiglio Mario Monti.

RILEVATO

che la richiamata riduzione dei costi della politica, stante anche il difficile momento economico e sociale che sta vivendo il Paese, deve avvenire in tempi brevi ed attraverso provvedimenti di sostanza che vadano ad incidere realmente nel merito della questione

SOTTOLINEATO

che la petizione popolare non ha una corsia preferenziale nei lavori consigliari e che la stessa, pur prevista dallo Statuto della Regione Piemonte come strumento di partecipazione popolare, non assume l’equivalente di una proposta di legge regionale

Tutto questo premesso il Consiglio comunale di Chieri

RECEPISCE

i contenuti della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica” per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, attualmente giacente presso la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Piemonte, in quanto coerenti con una azione di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi della politica, segnatamente di quella regionale e conseguentemente

INVITA

Il Consiglio Regionale del Piemonte ad approvare, entro il più breve tempo possibile, una legge regionale sul contenimento dei costi della politica, che recepisca in tutto o in ampia parte i contenuti della richiamata petizione popolare

INVIA

Copia di questo Ordine del Giorno:
1) Al Presidente della Giunta Regionale del Piemonte
2) Al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
3) Al Presidente della Commissione Bilancio Consiglio Regionale del Piemonte

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE BRUCIARE

E’ iniziata qualche mese fa nelle scuole una campagna, con lo zampino del Consorzio Chierese per i Servizi, che mira alla valorizzazione e alla promozione dell’Inceneritore come scelta “verde” per lo smaltimento dei rifiuti. Tale campagna ha visto gli studenti partecipare nella scelta alla ideazione (e conseguente premiazione) della nuova mascotte del consorzio con successiva premiazione dei piccoli creativi: INCENERITOR, draghetto sputafuoco che brucia i rifiuti avanzati dalla differenziata.

qui l’articolo del Corriere di Chieri dell’epoca

Peccato che nessuno si sia preoccupato di spiegare ai genitori e ai bambini che il povero INCENERITOR ha seri problemi di digestione, per cui tende a rilasciare nell’aria dosi importanti (ma a norma di legge) di DIOSSINA, sostanza altamente cancerogena con la spiacevole abitudine di legarsi ai grassi animali e che quindi ha effetti di accumulo pericolosissimi su tutta la catena alimentare. Studi epidemiologici condotti in varie parti del mondo sugli effetti degli inceneritori sulla salute umana non sono ancora riusciti a garantire con certezza la sicurezza di questi impianti, in quanto hanno evidenziato incidenze non trascurabili di malattie tumorali anche infantili. Se i bambini e i loro insegnanti fossero al corrente di queste cose, forse avrebbero scelto una mascotte decisamente diversa.

NON ESISTE RISCHIO “ZERO” PER LA SALUTE SE SI PARLA DI DIOSSINE

Dati alla mano, un inceneritore moderno emette, in una giornata, circa 5 milioni di metri cubi di fumi!! ipotizzando emissioni di diossina a norma di legge, la quantità giornaliera di diossine immessa nell’ambiente dall’inceneritore è pari alla dose giornaliera tollerabile di 1 milione e mezzo di persone adulte! Benvenuti a Seveso.

L’operazione di “green washing” continua martedi 18 ottobre sul Corriere di Chieri, dove una bella intervista al Presidente dell’Assemblea dei sindaci del CCS, Adriano Pizzo, ci rivela l’entusiamo del consorzio tutto per la chiusura nel 2013 della discarica di Cambiano per poter, come soci della prima ora di TRM (gaudio e tripudio!), fare da aprifila nel conferimento dell’indifferenziato al nuovo inceneritore del Gerbido.

Apprezziamo il seppur timido tentativo del giornalista di affrontare le questioni spinose che fanno dire ai bene informati che un inceneritore è un business solo per chi lo realizza.

MA CHI PAGA?

In primo luogo l’aspetto finanziario dell’operazione: un inceneritore non è economicamente remunerativo se non attinge ai CIP6 e ai certificati verdi, denaro pubblico in teoria dedicato alle energie rinnovabili (in Italia e solo in Italia i rifiuti sono magicamente diventati una fonte di energia rinnovabile per decreto), denaro che viene sottratto allo scopo originario di sostenere le vere fonti rinnovabili, quindi una tassazione occulta. Nonostante questi incentivi, si scopre che per il Consorzio Chierese questo comporterà un aggravio di costi, passando dal conferimento in un impianto di proprietà (che volendo può essere gestibile anche solo in pareggio) al conferimento in un impianto del quale si detiene una misera quota dell’1% e che deve retribuire le centinaia di milioni di euro spese da TRM per la sua costruzione. Non c’è bisogno di essere professori di estimo per capire che il gioco è deficitario, eppure da tre generazioni di presidenti di Consorzio si continua a ritenere la via della distruzione dei materiali come l’unica perseguibile. E’ evidente anche alla casalinga di Voghera, e ancor più a quella di Chieri, che questo sicuramente comporterà un danno economico per i cittadini soggetti all’ennesima tassazione, questa volta nemmeno troppo occulta.

UN PO’ DI CHIMICA

Parliamo di distruzione della materia: un principio indiscutibile della chimica, il principio di Lavoisier si può riassumere in “in una reazione chimica nulla si crea, nulla si distrugge, tutto ciò che c’era prima si trova anche dopo che la reazione è avvenuta” (cfr. wikipedia). Questo vuol dire che 1 Kg di rifiuto messo in un inceneritore produce 1 Kg di altri rifiuti. Un a parte è vapore acqueo, ma disgraziatamente il resto no. Quindi troviamo quella CO2 che pare essere la causa di tutti i mali del mondo, nanopolveri che nessun filtro è in grado di abbattere e che nessuno, a norma di legge, si preoccupa di misurare nonostante siano pericolosissime a causa del loro potere di penetrazione anche oltre le vie respiratorie e un inevitabile pizzico di diossine e furani (Sempre quelle di Seveso). Non parliamo poi delle ceneri, un rifiuto speciale e pericoloso da smaltire in discariche apposite (Sempre a norma di legge c’è chi cerca di studiare un sistema per mescolarli ai materiali cementizi per farne manufatti da costruzione. Il sogno di una vita: avere i muri di casa pieni di ceneri pericolosamente tossiche). Vi diranno che le diossine non si formano perchè la temperatura è tenuta sufficientemente alta da rompere i legami di queste pericolosissime molecole. Molto bene: allora gli asini volano.

Un inceneritore lavora bene ad alte temperature, per cui ha bisogno di bruciare materiali con alto potere calorifico (la plastica è il massimo) per mantenere la combustione senza l’apporto di energia esterna. Questo accade solo se si conferiscono rifiuti secchi e con molta plastica dentro. Il conferito in genere non è secco e, se si fa una buona differenziata, povero di plastica. A noi sembra un controsenso – eufemisticamente parlando – da un lato presentarsi come un consorzio virtuoso nella differenziata e dall’altra farsi felici promotori di sistemi di smaltimento che traggono beneficio dalla cattiva differenziazione del rifiuto. Sperare che gli altri consorzi facciano “schifo” è invece moralmente spregevole.

LE ALTERNATIVE ESISTONO, BASTA CERCARLE

Già anni fa, quando il presidente del Consorzio Chierese era il dott. Ronco, avevamo portato alla sua attenzione l’esistenza di metodi alternativi all’incenerimento funzionanti con successo sul territorio nazionale. A Vedelago, in provincia di Treviso, una coraggiosa imprenditrice, la Dott.sa Carla Poli, ha creato un sistema di gestione a freddo del residuo indifferenziato che non comporta distruzione di materia e, a fronte di una raccolta differenziata ottimale, permette un recupero di materia pari al 98%. Questo sistema dunque permette a chi lo gestisce di guadagnare soldi (l’impianto di Vedelago macina milioni di euro di utili all’anno), offre ai comuni virtuosi di risparmiare sensibilmente sulle spese di conferimento e per ultimo non per importanza permette di recuperare materiali che altrimenti dovrebbero essere rimpiazzati da materie prime vergini costose in termini economici e di risorse fossili non rinnovabili.

CI SONO O CI FANNO

Se poi a questo quadro non proprio edificante si aggiunge la questione sanitaria che riguarderà tutti i cittadini toccati dalla ricaduta del nano-particolato, quello che la legge non considera nel calcolo delle emissioni e che nessun filtro è in grado di abbattere, con effetti che la letteratura internazionale ha ampiamente discusso e appurato, ci chiediamo in base a quali conoscenze non disponibili al volgo questa pletora di amministratori, a partire dal consorzio locale per arrivare ai vertici nazionali della politica, possa trasmettere tutto questo entusiasmo senza presumere il dolo. Se per buon peso si aggiungono le macchinazioni politiche non proprio chiare che girano intorno a TRM (si veda questo articolo di Chieri.info) la questione è tutt’altro che allegra.

MoVimento 5 Stelle Piemonte
gruppo di Chieri

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