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Archive for the ‘consiglio comunale’ Category

COMUNICATO STAMPA

MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE

Gruppo di Chieri

 

Apprendiamo che sul mensile Chieri Notizie n. 13 di giugno/luglio 2012 sono apparse delle dichiarazioni attribuite al gruppo chierese del Movimento 5 Stelle circa la questione dell’acquisto dell’impianto multi-mediale della sala consiliare.

Ci preme sottolineare che dei virgolettati riportati nell’articolo non c’è traccia sui nostri canali di informazione e che il nostro portavoce non è mai stato interpellato da qualcuno riconducibile al periodico per conoscere la posizione del gruppo in proposito.

E’ preoccupante che quanto riportato non corrisponda minimamente al vero e stravolga e mistifichi la nostra posizione circa la questione della diretta streaming delle sedute consiliari e dell’hardware preposto acquistato dal Comune di Chieri.

A tal proposito rimarchiamo che l’unica posizione del gruppo chierese del Movimento 5 Stelle Piemonte in proposito è quella disponibile sul nostro blog all’indirizzo https://meetupchieri.wordpress.com/2012/06/18/non-dite-che-non-lavevamo-detto/  e negli articoli correlati disponibili in calce all’articolo stesso oppure pubblicati sul giornale locale.

 

Ripetiamo quindi che quanto riportato nell’articolo E’ TOTALMENTE E DRAMMATICAMENTE INESATTO E NON E’ IN ALCUN MODO RICONDUCIBILE AL GRUPPO CHIERESE del MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE.

Nell’articolo a firma del direttore Cirantineo infatti si riportano parole che esprimono esattamente l’opposto di quanto riportato nel nostro comunicato ufficiale di cui sopra.

 

Pur prendendo le distante in toto da quanto pubblicato, gradiremmo rettificare alcuni punti a tutela della nostra reputazione e della nostra correttezza.

 

1) Proprio perché avvezzi all’uso dei mezzi informatici, non abbiamo MAI detto che il comune utilizza piattaforme gratuite, anzi abbiamo puntualizzato l’esatto contrario. Piuttosto siamo stati noi che abbiamo fornito un servizio di streaming audio/video delle sedute con l’utilizzo di piattaforme pubbliche gratuite e con il minimo di banda fornita dal wi-fi della sala consiliare.

 

2) Non abbiamo mai chiamato in causa l’opposizione: casomai abbiamo riconosciuto il merito a quei consiglieri del PD (Olia e Maspoli) che si sono premurati di incontrarci per sostenere la nostra richiesta di ripresa video delle sedute. Va anche precisato che durante le sedute consiliari il gruppo del PD, nella fattispecie il consigliere Civera, era stato critico verso l’eccessiva spesa stanziata in un periodo di crisi sottolineando l’importanza della gratuità del servizio che era nostra intenzione fornire.

Quindi per una volta almeno non ci sono motivi di critica verso la compagine del Partito Democratico e non riusciamo quindi a capire l’intento di questo articolo volto a seminare zizania.

 

Diffidiamo quindi il direttore del periodico Chieri Notizie a pubblicare ulteriori dichiarazioni prese chissà dove, se non addirittura inventate, e attribuirle al gruppo chierese del Movimento 5 Stelle senza citarne una fonte verificabile.

A scanso di equivoci, ricordiamo al sig. Cirantineo che per nostra politica di trasparenza non moderiamo i commenti del nostro blog (salvo casi di dichiarazioni che costituiscano illecito o reato) e delle pagine facebook del gruppo. Pertanto chiunque, anche chi non è legato al nostro gruppo, può esprimere la propria opinione in merito agli articoli pubblicati – che sono e restano L’UNICA FONTE UFFICIALE DEL PENSIERO DEL GRUPPO – senza per questo diventare una fonte rappresentativa del nostro pensiero.

 

Ricordiamo, anche se a un giornalista presumibilmente iscritto all’albo non dovremmo ricordare l’ABC, che per le interviste è possibile richiedere un contatto alla mail del gruppo meetup.chieri@gmail.com .

 

Ricordiamo anche che ulteriori articoli mistificatori e diffamatori nei nostri confronti ci costringeranno a intraprendere tutte le azioni necessarie alla tutela della nostra immagine pubblica.

Qui di seguito la scansione dell’articolo.

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NON DITE CHE NON L’AVEVAMO DETTO

Le trasmissioni riprenderanno nel più breve tempo possibile

SI legge sul corriere di martedi 05/06/12 della polemica sull’ennesimo default del sofisticato sistema multimediale sponsorizzato dall’assessore alla partecipazione Zullo.
80.000 euro sono l’oggetto del contendere tra maggioranza e opposizione. Sono troppi, sono pochi? Dipende, diremmo noi.
Se il sistema funzionasse a puntino (e direi che dopo mesi dall’installazione si DOVREBBE PRETENDERE dal fornitore il funzionamento impeccabile del sistema) potrebbero essere una cifra congrua, a prescindere da valutazioni nel merito della “potenza di fuoco” richiesta che a noi sembra leggermente esagerata per la puerilità del compito da svolgere.
Da una prima analisi del sistema, almeno per quanto riguarda la diretta streaming e la registrazione delle sedute, salta subito all’occhio come l’acquisto sia ricaduto su una piattaforma proprietaria che fa uso di hardware dedicato e di una piattaforma di streaming video altrettanto proprietaria. Nella teoria il tutto è sicuramente ottimo perchè non richiede competenze particolari per il funzionamento (se funziona tutto), ma pone seri dubbi nel medio lungo periodo (che nel mondo informatico si misura in 5-10 anni) in quanto ci si è legati mani e piedi al fornitore dell’hardware e della piattaforma di streaming negandosi la scalabilità a basso costo del sistema e la possibilità di fruire delle evoluzioni tecniche e tecnologiche che sicuramente si presenteranno sulla scena nei prossimi anni. Senza contare che in caso di fallimento del costruttore dell’hardware (è triste, ma di questi tempi capita) ci si troverà con un sistema sul quale NESSUNO andrà a mettere le mani senza il rischio di rimanere scottato (ergo rimarrà a marcire).
Resta quindi il rammarico nel constatare per l’ennesima volta la leggerezza e la miopia con cui vengono fatti gli acquisti anche importanti nella nostra amministrazione. Non pretendiamo sicuramente che una amministrazione ambiziosa di lasciare il segno (nelle casse comunali) si basi su quanto abbiamo fatto noi del MoVimento 5 Stelle, che abbiamo fornito un servizio simile GRATUITAMENTE con una webcam da 20 € e un account gratuito su una piattaforma di streaming, limitato solo dalla scarsa banda della connessione wi-fi della sala comunale. Ci permettiamo però di sottolineare che, proponendo la classica metafora automobilistica, è stata comprata una Ferrari per fare il lavoro di una Panda e che sicuramente nel mezzo c’erano soluzioni alternative forse meno immediate per l’installatore, ma più vantaggiose nel lungo termine per la collettività.
Nel frattempo sarà opportuno che il MoVimento 5 Stelle Chierese riprenda la sua attività di streaming delle sedute consiliari se non altro per offrire un backup a costo zero alla costosa macchina comunale.

Post passati sull’argomento:

https://meetupchieri.wordpress.com/2011/10/21/consiglio-comunale-on-demand/

https://meetupchieri.wordpress.com/2011/09/24/partecipazione-si-basta-che-non-sia-gratis/

https://meetupchieri.wordpress.com/2011/06/09/della-timidezza-e-del-consiglio-comunale-di-chieri/

BASTA UN POCO DI CEMENTO E LA PILLOLA VA GIU’…

Ma Sogno o son desto? L’assessore (neoassessore) all’urbanistica il Sig Cravero, non sapendo che fare, allegramente e sottovalutando il problema alla faccia di chi a fine mese non ci arriva, per rilanciare l’area industriale di Chieri punta su Fontaneto 3 e un megastore? Stiamo perdendo il senno o l’abbiamo già perso? Fontaneto 1 e 2 sono  ricche di terreni ancora non costruiti e la prima ha già pagato il suo dazio di capannoni che vengono dismessi da aziende che chiudono.

Tenendo altresì conto che la zona di Fontaneto è altamente a rischio idrogeologico (sarà un caso che si chiami “fontaneto”?), cementificarla ulteriormente sarebbe come mettersi un cappio al collo (questo secondo il piano regolatore cittadino, non secondo noi).

Pochi mesi orsono, solo quest’autunno, è stato aperto un ipermercato in Chieri (forse l’assessore non lo sa, o non l’ha notato) che ha prodotto una quantità esigua di posti di lavoro rispetto quella che avevano promesso; questi posti si son volatilizzati come il fumo che vende questa giunta!

Prima di aprire la bocca e proporre idee obsolete basterebbe informarsi leggermente per vedere che persino la regione sta rivedendo le sue politiche sull’organizzazione del commercio ponendo un freno ai nuovi insediamenti; di fatti stanno bloccando i permessi di costruzione di centri commerciali considerando anche il fatto che siamo arrivati ad avere metri quadrati di queste aree pro capite che supera la soglia minima di abitabilità domestica!! (16mtq di centri commerciali quando il minimo per vivere son considerati 14mtq) Da qui la domanda: perchè fare una cosa di cui ce ne sono in abbondanza per uscire dalla crisi? http://www.gdoweek.it/articoli/0,1254,44_ART_2571,00.html

Perfino l’(ex)assessore Sodano (il cui partito è a favore del nuovo Mostro in cemento armato) nei mesi successivi all’apertura del nuovo Gialdo ha dovuto ammettere che i commercianti del centro e della chiocciola (per non dire quelli della periferia che si son calati le braghe) hanno seriamente accusato il colpo! Già ci dimentichiamo che la pista di pattinaggio su ghiaccio in centro città è stata proprio concepita per rilanciare la zona pedonale. Ma questo l’assessore Cravero lo saprà benissimo, visto che faceva parte dell’associazione che gestiva la pista!

In conclusione il neo-assessore Cravero riesce in un sol colpo a non capire la radice del problema e a proporre una soluzione al suddetto problema inadeguata e soprattutto anacronistica.

Se si fosse preso la briga di parlare non solo con chi dispone evidentemente di discrete riserve auree e giri di affari milionari, ma anche con gli artigiani o i piccoli imprenditori che vivono più direttamente questa crisi congiunturale, avrebbe scoperto che, banalmente, la presenza di uno sportello bancario in prossimità di un’azienda non  riduce lo spread da usura applicato oggi dalle banche sul credito immobiliare necessario a una rilocalizzazione (nonostante gli ingenti finanziamenti statali ricevuti per salvarci dalla crisi).

Avrebbe anche scoperto che arriviamo da anni di magra del settore manifatturiero torinese, per cui è probabile che quelle aziende che non hanno macinato utili o che nel tempo non si sono costituite delle riserve più o meno lecite per privilegiare l’aggiornamento strumentale o anche solo per garantirsi la sopravvivenza senza ricorrere a cassa integrazione, mobilità o prepensionamenti, oggi possono non avere quello slancio per intraprendere un passo importante quale la realizzazione di un immobile.

Fontaneto ha ancora le cicatrici fresche della chiusura della Tessitura Leandro Piovano, bellissima azienda che era uscita da un disastro a testa alta e che nonostante il florido portafoglio ordini ha subito gli effetti della mancanza di liquidità e della stretta creditizia tanto da dover chiudere. Altre aziende hanno già chiuso.

Siamo in una crisi sistemica epocale e questi signori pensano di rendere appetibile un’area industriale con un albergo, un bar e una banca? Pensano che una nuova area commerciale con un MEGASTORE (ma che cosa è, di preciso, un megastore? Che cosa ha di diverso rispetto a un centro commerciale?) attirerà clienti per un marmista, per un produttore di carpenterie metalliche, per una tessitura, per un’officina meccanica?

Scusate, ma ci sfugge il nesso.

Oggi le aziende hanno bisogno di poca burocrazia (e non dover aspettare 9 mesi per avere un parere su un progetto come può accadere a Chieri, non in Barbagia – possiamo dimostrarlo con i documenti), hanno bisogno di liquidità e di sostegno finanziario (magari ridurre l’IMU sugli immobili di proprietà delle aziende che ci lavorano) oltre che di tempo, quindi una moratoria sulla scadenza dei termini imposti dalla convenzione edilizia per l’inizio dei lavori.

Tutte soluzioni rapide e senza spargimento di ulteriore cemento e senza offesa per l’intelligenza dei chieresi.

Incredibile che non una di queste soluzioni si annoveri nel ventaglio proposto dalla nostra amministrazione.

IL PREZZO DELLA DEMOCRAZIA

Si legge sul Corriere di Chieri di oggi, venerdi 15/3, della polemica scoppiata in Consiglio Comunale circa l’impatto sui conti pubblici dell’attività del consigliere Furgiuele.

Personalmente non ho simpatia per il personaggio, politicamente opportunista che persegue esclusivamente una campagna per la sua eterna permanenza in Consiglio Comunale, ma mi permetto di spezzare una lancia in favore del suo ruolo istituzionale facendo due semplici considerazioni.

La prima, circa gli errori di battitura che hanno fatto diventare la “imbiancheria del Vajro” la “imbiancherai del Vajro”: avendo personalmente assistito in consiglio alla scena, ho trovato, insieme agli altri presenti in piccionaia, alquanto più disgustosa la risposta palesemente canzonatoria data dall’assessore Calligaro, pubblico amministratore retribuito con uno stipendio per la sua attività e quindi tenuto a un certo contegno, che ha fatto notare le difficoltà riscontrate nel capire dove si trovasse questa fantomatica “imbiancherai”. Ricorderei all’assessore che il Consiglio Comunale non è il palco di Zelig (anche se talvolta il livello espresso dalla compagnia teatrale è al livello del peggior avanspettacolo) e che forse le difficoltà dell’assessorato nella localizzazione geografica chierese sarebbero ridotte se l’assessore competente fosse un CHIERESE e non fosse distratto dalla sua attività di consigliere comunale a Moncalieri.

Un vero peccato che dopo gli annunci a mezzo stampa di avvio delle dirette streaming “istituzionali” (quelle che piacciono tanto al nostro amico Marinari), la sua performance non abbia avuto la dignità di “andare in onda” causa lieve disservizio.

La seconda osservazione va fatta sulla concezione che ha della rappresentanza democratica e delle istituzioni il leghista Sidari: costui infatti lamenta il fatto che molte delle interpellanze potrebbero essere risolte nei corridoi e negli uffici con gli assessori competenti senza passare dal Consiglio Comunale. Ricorderei questa volta al sig. Sidari che le questioni pubbliche andrebbero risolte in un luogo pubblico, in maniera che rimanga traccia delle risposte date e degli impegni presi e che, di conseguenza, l’Amministrazione sia sempre responsabilizzata nelle sue parole e nelle sue azioni. In un paese civile questo sarebbe indice di trasparenza e correttezza istituzionale e probabilmente non dovrebbe nemmeno essere messo in discussione; in Italia è forse l’unica maniera affinchè la politica non si riduca alla dittatura della maggioranza: un mese di campagna elettorale e cinque anni di annunci e proclami a mezzo stampa puntualmente smentiti nei fatti a colpi di giunta e decisioni prese nei corridoi. In questo caso la forma è anche sostanza.

Visto che Sidari e colleghi si preoccupano dei costi della politica, li invitiamo nuovamente a presentare la nostra mozione a favore della petizione popolare “FUORI I SOLDI DALLA POLITICA”, visionabile e riproducibile liberamente dal nostro blog a questo indirizzo https://meetupchieri.wordpress.com/2011/12/30/petizione-popolare-fuori-i-soldi-dalla-politica/ .

PETIZIONE POPOLARE “FUORI I SOLDI DALLA POLITICA”

30 dicembre 2011 Lascia un commento

attualmente lo stipendio dei consiglieri regionali è composto da un’indennità lorda di 8.500€ alla quale si aggiungono vari escamotage atti a farlo lievitare. Ad esempio i “rimborsi forfettari”: 2.500 euro erogati con la scusa che il consigliere avrà delle spese legate al suo lavoro e per le quali la Regione elargisce rimborsi senza richiedere alcuna fattura o altra prova che ne dimostri l’effettiva spesa.

In totale ogni consigliere riceve dagli 8.000 ai 13.000 euro netti al mese.

I consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, Davide Bono e Fabrizio Biolè, così come annunciato in campagna elettorale, già dalla prima mensilità si sono limitati lo stipendio a 2.500 € netti rinunciando oltretutto a rimborsi e gettoni.

Per ridurre lo stipendio dei loro colleghi hanno presentato due proposte di legge che sono state ovviamente bocciate con larga e trasversale maggioranza.

Alcuni cittadini sostenitori del Movimento 5 Stelle si sono quindi organizzati e hanno indetto una petizione che chiede alla Giunta Cota e alla sua maggioranza Consiliare di approvare in sostanza il testo di legge presentato dal Movimento 5 Stelle stesso.

In tutto il Piemonte dei cittadini senza tessere di partito hanno quindi informato altri cittadini in strada, al bar, nel proprio condominio, fino a raccogliere 22 mila firme delle quali alcune centinaia a Chieri.

La petizione sta svolgendo l’iter previsto dal regolamento regionale ed è stata presentata dal primo firmatario, l’astigiano Fabio Martina, alla Commissione Bilancio del Consiglio Regionale il 2 dicembre u.s.

Com’è solito di questa classe politica, probabilmente le istanze dei cittadini verranno ignorate. Occorre quindi fare la maggior pressione possibile. In quest’ottica è stata scritta una mozione che impegna le giunte comunali piemontesi a sostenere la legge d’iniziativa popolare.

La mozione sarà recapitata ai consiglieri comunali chieresi e ciascun consigliere potrà presentarla in qualsiasi momento alla giunta, per far sì che venga discussa e auspicabilmente approvata.

In un periodo di congiuntura avversa e di grave scollamento della politica dalla realtà vissuta dalla maggioranza dei cittadini, un gesto in questo senso da parte dei politici chieresi sarebbe doveroso, se non addirittura dovuto, per dimostrare la volontà dal basso di ricucire lo strappo tra politica e cittadinanza.

Soltanto con continua pressione da ogni fronte si potrà ottenere la fine degli sprechi.

Segue il testo della mozione come è stata recapitata a tutti i consiglieri comunali dotati di email (perchè non tutti hanno una mail di riferimento…).

Il sottoscritto ………………, consigliere comunale di ………………….presenta la seguente proposta di

MOZIONE

VISTA

la consegna ai competenti uffici del Consiglio Regionale del Piemonte, della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica”, per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, la quale ha raccolto circa 22mila adesioni e la successiva audizione avanti la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del primo firmatario avvenuta in data 2 dicembre 2011

EVIDENZIATO

che la stessa contiene le proposte di seguito riportate:
1) Riportare le indennità dei consiglieri alla prima determinazione del 1972, cioè il 55% delle indennità dei parlamentari.
2) Ridurre le indennità di funzione aggiuntiva, a partire dal Presidente della Giunta e dagli Assessori.
3) Sopprimere i gettoni di presenza pari a circa 122 euro a seduta.
4) Sopprimere i rimborsi forfettari.
5) Ridurre i rimborsi spese chilometrici
6) Sopprimere il vitalizio per gli ex consiglieri regionali.

SOTTOLINEATA

l’esigenza di ridurre i costi della politica alla quale devono concorrere tutti i livelli istituzionali, soprattutto quelli più alti, esigenza ribadita anche dal Presidente del Consiglio Mario Monti.

RILEVATO

che la richiamata riduzione dei costi della politica, stante anche il difficile momento economico e sociale che sta vivendo il Paese, deve avvenire in tempi brevi ed attraverso provvedimenti di sostanza che vadano ad incidere realmente nel merito della questione

SOTTOLINEATO

che la petizione popolare non ha una corsia preferenziale nei lavori consigliari e che la stessa, pur prevista dallo Statuto della Regione Piemonte come strumento di partecipazione popolare, non assume l’equivalente di una proposta di legge regionale

Tutto questo premesso il Consiglio comunale di Chieri

RECEPISCE

i contenuti della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica” per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, attualmente giacente presso la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Piemonte, in quanto coerenti con una azione di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi della politica, segnatamente di quella regionale e conseguentemente

INVITA

Il Consiglio Regionale del Piemonte ad approvare, entro il più breve tempo possibile, una legge regionale sul contenimento dei costi della politica, che recepisca in tutto o in ampia parte i contenuti della richiamata petizione popolare

INVIA

Copia di questo Ordine del Giorno:
1) Al Presidente della Giunta Regionale del Piemonte
2) Al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
3) Al Presidente della Commissione Bilancio Consiglio Regionale del Piemonte

RIVERGINESCION

30 dicembre 2011 Lascia un commento

(LA FIERA DEL PARAC…)

Ovvero come gli illeciti sono tali solo quando possono servire alla causa.

Si legge sul Corriere di Chieri di venerdi 2 dicembre, nell’articolo dedicato alle dimissioni del sig. Roberto Foglio, consigliere comunale ex PdL, come il nuovo gruppo di opposizione guidato dal torinese Pino Iannò sia deluso dall’attuale Sindaco e dall’operato della sua giunta. La delusione è tale da aver costretto i due consiglieri ad andare all’opposizione dopo che il loro tentativo di acchiappare una poltrona da assessore è andato in fumo grazie alla nomina fulminea del sig. Valter Cravero (di professione manager, premiato con ben 16 voti nella lista Lancione alle ultime comunali e pertanto meritorio di un posto retribuito come amministratore delegato in Chieri Farma) all’urbanistica al posto del dimissionario Paciello.

Era chiaro come il sole che il primo parziale allontanamento dalla maggioranza del gruppo “Progettazione Chierese” con una sorta di appoggio esterno con diritto di critica (e lo diciamo perchè eravamo in piccionaia a seguire la pietosa pantomima) è stato un maldestro tentativo di forzare un rimpasto di giunta che evidentemente non c’è stato. Lancione e i suoi hanno visto il bluff e hanno scaricato i due ribelli. Da qui lo strappo definitivo e il rilancio.

Si legge infatti nell’articolo che i nostri eroi della Progettazione Chierese, che fino a due mesi fa erano organici alla maggioranza (ricordiamo che il consigliere Pino Iannò era capogruppo della lista Lancione e Foglio il capolista del PDL alle elezioni, non i primi che passavano), vogliono vederci chiaro nella procedura di assegnazione alla società Chintana dell’appalto per la redazione del Progetto Città in quanto sospettano che sia viziata da degli illeciti tanto da minacciare il ricorso alla Corte dei Conti. Ricordiamo per dovere di cronaca che la società Chintana è la stessa che, con la giunta Gay, ha redatto il progetto dell’area Tabasso. Cambia la musica ma i suonatori alla fine sono gli stessi…. Diciamo che come minimo ci troviamo di fronte a uno sconcertante caso di miopia amministrativa se non al classico esempio di “dialettica politica” all’Italiana, dove la coerenza e il rispetto per l’elettore vengono machiavellicamente buttati nel cesso 10 minuti dopo la pubblicazione dei risultati elettorali. Quello che ci fa letteralmente vomitare è vedere questi individui disposti a ingoiare rospi da primato fino a quando ne hanno un tornaconto politico per poi scoprirsi vergini e probi quando si tratta di scatenare la vendetta politica. Sempre ammesso che non sia mutato il quadro legislativo negli ultimi due mesi in materia di appalti pubblici, viene da chiedersi come mai, a distanza di più di un anno (l’affidamento alla Chintana degli studi preliminari per il Progetto Città per 192.000 euro risale al 29 aprile del 2010), sia mutata la percezione di legalità di questi due figuri. Rinsavimento o squallido opportunismo? E com’è che non c’è MAI un giornalista che metta in evidenza queste contraddizioni?

CONSIGLIO COMUNALE ON DEMAND!

Grazie all’iniziativa del MoVimento 5 Stelle chierese, dal 29 settembre 2011 la città di Chieri ha guadagnato un angolo di trasparenza amministrativa a costo zero. Dopo ripetute richieste puntualmente argomentate dirette alla presidenza del Consiglio Comunale e altrettanti dinieghi assolutamente pretestuosi e senza alcun fondamento legislativo, oggi qualcosa é cambiato. Il consiglio comunale ha acconsentito alla ripresa video a condizione che questa venga trasmessa in streaming. Soluzione “punitiva” nelle intenzioni, ma non nei fatti, che ha creato qualche imbarazzo al momento della votazione quando qualche consigliere ha mostrato di ignorare i concetti di streaming e video-on-demand. Tra parentesi viene da chiedersi con quali elementi abbiano capito e votato l’appalto da 140.000 euro per il rinnovo dell’impianto multimediale della sala consiliare volto, tra le altre cose, a fornire proprio questi servizi alla cittadinanza. Ma oggi siamo qui per festeggiare la modesta vittoria dei cittadini chieresi che ritengono la trasparenza delle istituzioni un cardine portante della democrazia.

Politicamente fa pensare come il deus ex machina della lista Lancione, l’assessore con delega alla partecipazione Zullo – forse papà del nuovo impianto – unico a esprimere parere negativo alla proposta dei capigruppo di maggioranza tra cui il suo gruppo perchè “tra un paio di settimane (al momento della discussione l’appalto non era ancora chiuso e quindi ci sarebbero volute più di un paio di settimane) la sala sarebbe stata pronta e quello era un servizio che toccava all’amministrazione erogare ai cittadini”, sia alla fine stato messo all’angolo. A oggi, tanto per capirci, è stata nominata la commissione che dovrà valutare le buste con le offerte (o la busta.  140.000 euro sono pochi per lorsignori, per cui la gara d’appalto sarà valida anche se a presentarsi sarà una sola ditta con un ribasso ridicolo).

Doverosamente ringraziamo i consiglieri PD Olia e Maspoli che si sono presi la briga di venire in piccionaia a chiedere il nostro parere in merito alla proposta e alle eventuali difficoltà a effettuare lo streaming. Ringraziamo anche il nostro amico Marinari del PD, unico tra i suoi a essersi astenuto forse perchè ancora convinto che la sconfitta della Bresso sia passata per i voti al MoVimento 5 Stelle o peggio perchè non ritiene importante schierarsi per la trasparenza insieme agli altri imbarazzanti consiglieri astenuti.

Ringraziamo anche i capigruppo della maggioranza che hanno di fatto formalizzato il nostro impianto tecnologico che consta di un canale streaming con annesso Video on Demand sulla piattaforma USTREAM all’indirizzo www.ustream.tv/channel/movimento-5-stelle—chieri.

Arrivederci in rete.

Qui il link all’articolo sul Corriere di Chieri relativo alla questione.

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