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Archive for the ‘Energia’ Category

FACCE DA C…NUCLEARE

Ovvero come fare “opposizione dura”. Guardate queste facce e ricordatevene quando vi verranno a dire che dobbiamo stringere la cinghia, che non ci sono soldi per la scuola o la sanità pubblica.
Questi signori, parlamentari della cosiddetta opposizione, con la loro assenza sugli scranni della Camera dei Deputati hanno consentito che per pochi voti non passasse l’ordine del giorno in cui si chiedeva l’accorpamento dei referendum assieme alle prossime amministrative.
Per UN VOTO la maggioranza NON E’ ANDATA SOTTO. Ovviamente la colpa è di un radicale, vittima sacrificale designata per coprire la presenza di 12 deputati che QUEL GIORNO AVEVANO DI MEGLIO DA FARE.
Oltre che una buona opportunità per far raggiungere il quorum (primo buon motivo per far saltare tutto), era l’occasione per risparmiare dai 300 ai 400 milioni di euro (i seggi erano già convocati e presidiati dalle forze dell’ordine etc etc), DENARO PUBBLICO!!!
Ad esempio il buon Piero Fassino, l’erede del Chiampa alle comunali Torinesi, la mattina era in Parlamento mentre nel pomeriggio, durante la votazione, era a Torino a farsi la campagna elettorale. Vaffanculo Piero. Non sei pagato lautamente con i nostri soldi per fare miss Turet, ma per fare il tuo lavoro di parlamentare AL MEGLIO.
Mi sento ancora peggio se penso che il Sig. PORCINO (BOLETUS POLITICUS VULGARIS) è di Chieri.

Scarica il volantino delle “Facce da nucleare” e diffondilo
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BRESSO SFIDA GRILLO. NON SA NIENTE DI ENERGIA E TAV

La Zarina evidentemente ha perso il suo aplombe sabaudo e parte all’attacco dell’anarcoinsurrezionalista Beppe Grillo accusandolo di non sapere niente di ambiente e TAV. (si veda l’articolo)

Il tutto nasce da un post apparso sul Blog di Beppe Grillo sul nuovo progetto di utilizzo delle biomasse boschive piemontesi a scopi energetici. Sebbene discutibile in qualche punto e prendendo atto che la legge regionale sul patrimonio boschivo non fa così schifo, il post di Beppe portava in evidenza il fatto inconfutabile che l’utilizzo delle biomasse vergini per produrre energia elettrica è energeticamente una fesseria.

La Bresso ribatte che è da anni che si occupa di ambiente, che sa come affrontare il problema  e che quindi è pronta a ribattere biscotto su biscotto alle critiche che gli arriveranno dal Movimento.

E inizia con la vera rivoluzione verde Piemontese: le campagne elettorali a emissioni zero. (trattengo a fatica le risate) Secondo questi inveterati incompetenti basta compensare le emissioni di CO2 prodotte dai candidati nel loro dimenarsi frenetico per occupare il cadreghino piantando degli alberi che nella loro vita (quindi in quanti anni?) assorbiranno la CO2 emessa in un mese di campagna elettorale. Peccato che non ci siano alberi che assorbono le cazzate. Quindi la nostra Presidente Berlina di lusso si farà promotrice della legge per cui tutti i candidati regionali dovranno compensare le loro emissioni al termine della campagna elettorale.

Propongo un allegato energetico alla legge Bresso per cui è fatto obbligo ai candidati di dotarsi di contabilizzatore di gas serra da applicarsi per via rettale.

Siccome noi non capiamo niente, ecco la replica del nostro Candidato Presidente.

Alla presidente uscente della Regione, Mercedes Bresso:

I suoi studi in materia ambientale, probabilmente sono lontani nel tempo, e la memoria alle volte gioca brutti scherzi.
Ci pare strano pensare che si ritenga impegnata (vedasi articolo) nella tutela del territorio, dell’ambiente, della casa in cui tutti viviamo e quindi in definitiva della salute e dei costi sanitari ad essa correlati:

• la cementificazione del territorio

• il disboscamento selvaggio per la produzione di energia elettrica (una pratica totalmente sconveniente dal punto di vista energetico, in quanto la resa totale nell’ottica del “ciclo di vita” è ridicolmente bassa)

• la costruzione di impianti di incenerimento di rifiuti (anzichè la minima osservanza delle leggi nazionali che richiedono il 65% di raccolta differenziata e le direttive europee che richiedono un recupero dei materiali di oltre il 50%, per non parlare del più ambizioso obiettivo Rifiuti Zero al 2020 che diverse comunità internazionali hanno intrapreso, comprese metropoli come San Francisco e Los Angeles)

• la costruzione di una linea ad alta velocità in mezzo alle Alpi, unici al mondo (di solito si costruiscono in zone pianeggianti, collegando città molto popolose a distanze di 3-400 km)

In merito al “non sapere nulla sulla linea AV/AC”, rimandiamo al nostro sito e alla documentazione enciclopedica che i comitati no tav hanno raccolto in 20 anni di analisi. Tali analisi hanno sancito che l’opera è innanzitutto un investimento inutile al paese e gravosissimo, che peserà anche grazie al metodo previsto del “general contractor”, che prevede un concessionario unico che non avrà l’onere della gestione ma avrà tutti gli interessi ad allungare a dismisura i tempi e i costi della realizzazione dell’opera stessa, essendo questi ultimi coperti ovviamente da soldi pubblici. Noi vogliamo invece investire i soldi della collettività, ottenuti tramite un prelievo fiscale già notevolmente esoso, in opere per il benessere reale dei cittadini, per migliorare la sanità e l’istruzione pubblica e per la tutela dei lavoratori.

Per quanto riguarda la questione in tema energetico sottolineiamo solamente che quella della CO2 (e degli altri gas serra) non è la sola questione cruciale, in tema di emissioni: lo sono anche le diossine, i metalli pesanti, gli idrocarburi policiclici aromatici, tutti cancerogeni certi che si accumulano nel terreno e danneggiano la filiera alimentare e quindi l’uomo per generazioni (avendo un tasso di dimezzamento di decenni). Emissioni che i pannelli fotovoltaici, le pale eoliche, la geotermia ed il solare termico insieme ad un efficace taglio agli sprechi e alle inefficienze energetiche del patrimonio edile pubblico e privato, non danno.

In ultimo, ricordiamo lo studio di un ricercatore dell’Università di Padova che dimostrava dati alla mano come bruciare legname sia un non senso rispetto all’utilizzo di energia solare: infatti anche le piante utilizzano l’energia della nostra stella per crescere, ma ne immagazzinano molto poca, circa il 3-4%, quindi notevolmente inferiore alla resa di un pannello fotovoltaico (attualmente al 10-15%), senza considerare ovviamente l’energia per il disboscamento, il trasporto alla centrale, le basse rese di una centrale a biomasse, la dispersione nel trasporto di energia elettrica e del teleriscaldamento. A conti fatti per coprire il fabbisogno energetico dell’Italia con biomasse sarebbe necessario più del terreno attualmente utilizzato per colture agricole (e cosa mangeremmo?), mentre con i pannelli fotovoltaici posti su tutti i tetti delle case degli italiani e con le altre fonti già citate si può affrontare la questione ad emissioni, queste sì, zero.

Davide Bono

A volte serve alzare la voce…

Con buona pace del nostro caro amico Tony Pacati.

Purtroppo non cambia un gran ché.

E’ sul “Corriere di Chieri e Dintorni” di oggi, venerdi 18 luglio la notizia che il sindaco Tamagnone, sotto la pressione del malcontento dilagante tra i suoi cittadini ha incaricato il Politecnico di Torino di studiare i progetti in maniera da verificare che vengano utilizzate tutte le migliori tecnologie disponibili per la realizzazione della centrale a biomasse e uno studio all’ASL per un “censimento” dei fumi che potrebbero uscire dal camino della centrale.

Bello, direte voi. Io dico “Bellino”, anzi direi “Belìn”… Perchè il progetto ad oggi non c’è e non ci sarà fino a che non ci sarà l’esito favorevole degli enti governativi preposti (conferenza dei servizi, ARPA e chi più ne ha più ne metta), quindi se ci saranno i progetti è perchè il progetto stesso sarà approvato, per cui lo studio servirebbe solo come zuccherino per indorare la pillola.

La mia personale idea è che il Comune non sia minimamente intenzionato a farsi scappare ‘sto malloppo di 500.000,00 euro per cui adesso farà un po’ di “ammuina” per far vedere che non è così prono al potere della moneta sonante per arrivare comunque a una conclusione positiva avallata da Politecnico e ASL (e voi villani volete discutere le autorità costituite della scienza e della medicina?).

A questo punto le strade sono due: torce e forconi in piazza e giunta inpeciata e impiumata e portata a spasso per il paese su un trave di legno oppure si inizia a battere su un tasto importante: pretendere comunque un monitoraggio ambientale attento anche agli inquinanti non misurabili al camino con un controllo sul territorio delle diossine magari partendo un anno prima dell’entrata in servizio dell’impianto e poi per tutta la durata della vita dell’impianto (sarebbe bello fossero a carico della Benarco, ma si sa che l’eden l’abbiamo abbandonato parecchio tempo fa).

Con il volgo non si scherza! Casi di rivendicazione della res publica…

La Rete è libertà.

La Rete è vita.

La Rete è la nostra unica arma d’informazione di massa.

In Rete si trova proprio di tutto e di più, basta avere un computer, un modem, una connessione veloce, ma prima di ogni cosa, un bel po’ di senso critico. Così equipaggiati, buttatevi in Rete e preparatevi a riaprire gli occhi sul mondo reale.

Basta poi davvero poco scoprire che su e giù per lo Stivale la gente sta iniziando a prendere di nuovo consapevolezza della res publica, la cosa pubblica, la cosa di tutti. E grazie a questa acquisizione di consapevolezza, lenta ma progressiva, e inesorabile, le errate scelte di politica ambientale e energetica vengono contrastate, e poi bloccate.

Riporteremo qui alcuni esempi di cosa è in atto in questi mesi in altri territori, più o meno lontani dal nostro, interessati da errate scelte di politica ambientale e energetica.

Cominciamo con il caso della Centrale a Biomasse che dovrebbe sorgere tra Cereseto M.to e Madonnina di Crea (AL). Leggetevi la storia dall’inizio. Vi servono 10-15 minuti al massimo. Vi posso assicurare che è un crescendo spassoso e coinvolgente, a tratti esaltante, un esempio di come anche il volgo, nel suo piccolo, si incazza.

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