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IL PREZZO DELLA DEMOCRAZIA

Si legge sul Corriere di Chieri di oggi, venerdi 15/3, della polemica scoppiata in Consiglio Comunale circa l’impatto sui conti pubblici dell’attività del consigliere Furgiuele.

Personalmente non ho simpatia per il personaggio, politicamente opportunista che persegue esclusivamente una campagna per la sua eterna permanenza in Consiglio Comunale, ma mi permetto di spezzare una lancia in favore del suo ruolo istituzionale facendo due semplici considerazioni.

La prima, circa gli errori di battitura che hanno fatto diventare la “imbiancheria del Vajro” la “imbiancherai del Vajro”: avendo personalmente assistito in consiglio alla scena, ho trovato, insieme agli altri presenti in piccionaia, alquanto più disgustosa la risposta palesemente canzonatoria data dall’assessore Calligaro, pubblico amministratore retribuito con uno stipendio per la sua attività e quindi tenuto a un certo contegno, che ha fatto notare le difficoltà riscontrate nel capire dove si trovasse questa fantomatica “imbiancherai”. Ricorderei all’assessore che il Consiglio Comunale non è il palco di Zelig (anche se talvolta il livello espresso dalla compagnia teatrale è al livello del peggior avanspettacolo) e che forse le difficoltà dell’assessorato nella localizzazione geografica chierese sarebbero ridotte se l’assessore competente fosse un CHIERESE e non fosse distratto dalla sua attività di consigliere comunale a Moncalieri.

Un vero peccato che dopo gli annunci a mezzo stampa di avvio delle dirette streaming “istituzionali” (quelle che piacciono tanto al nostro amico Marinari), la sua performance non abbia avuto la dignità di “andare in onda” causa lieve disservizio.

La seconda osservazione va fatta sulla concezione che ha della rappresentanza democratica e delle istituzioni il leghista Sidari: costui infatti lamenta il fatto che molte delle interpellanze potrebbero essere risolte nei corridoi e negli uffici con gli assessori competenti senza passare dal Consiglio Comunale. Ricorderei questa volta al sig. Sidari che le questioni pubbliche andrebbero risolte in un luogo pubblico, in maniera che rimanga traccia delle risposte date e degli impegni presi e che, di conseguenza, l’Amministrazione sia sempre responsabilizzata nelle sue parole e nelle sue azioni. In un paese civile questo sarebbe indice di trasparenza e correttezza istituzionale e probabilmente non dovrebbe nemmeno essere messo in discussione; in Italia è forse l’unica maniera affinchè la politica non si riduca alla dittatura della maggioranza: un mese di campagna elettorale e cinque anni di annunci e proclami a mezzo stampa puntualmente smentiti nei fatti a colpi di giunta e decisioni prese nei corridoi. In questo caso la forma è anche sostanza.

Visto che Sidari e colleghi si preoccupano dei costi della politica, li invitiamo nuovamente a presentare la nostra mozione a favore della petizione popolare “FUORI I SOLDI DALLA POLITICA”, visionabile e riproducibile liberamente dal nostro blog a questo indirizzo https://meetupchieri.wordpress.com/2011/12/30/petizione-popolare-fuori-i-soldi-dalla-politica/ .

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