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La toponomastica che sfida il buonsenso

(Dimmi chi è il tuo eroe e ti dirò chi sei)

Passando oggi dal mio amico edicolante ho intravisto la prima pagina del giornale locale ed ho perso si e no una decina di anni di vita dallo spavento: una piazza intestata a Bettino Craxi?! Sicchè ne ho acquistata una copia e mi son recato a casa per leggerlo. Pessima decisione: il consigliere (ex socialista e noto “opportunista” politico locale) che ha più volte proposto di intestare una via a Craxi, si è addirittura scagliato contro l’amministrazione (a quanto si evince dall’articolo), sostenendo che il nostro Bettino “è stato un grande statista”. Ammessa e non concessa una tale eresia, l’essere stato un “grande” statista mi sembra un po’ pochino per dedicargli una via (la definizione fornita da Wikipedia è emblematica: statista definisce un capo di stato o di governo a prescindere che sia stato un santo o un farabutto http://it.wikipedia.org/wiki/Statista).

Nell’articolo si parla di diverse assegnazioni di nomi che per lo più mi trovano in disappunto, come sono in totale disappunto sulla scelta dei nomi per certe vie che prendono il nome da persone sulle quali la storia ha dato un giudizio non positivo, nominate degne di lode quando i principi umani e sociali erano differenti. Prendiamo ad esempio Re Umberto I di Savoia, secondo re d’Italia: cominciò a farsi notare nei libri di storia (forse non in tutti con la stessa sincerità) quando ebbe la straordinaria idea di dare delle colonie all’Italia mandando così i nostri soldati a morire in Eritrea: la disfatta di Adua con gravissime perdite nel nostro esercito è autoesplicativa. Non contento, questo “simpatico” sovrano decise, durante i tumulti milanesi del 1898 noti come “la protesta dello stomaco” che segnarono il passaggio al nuovo secolo, di premiare con medaglia d’oro al valor militare un generale che aveva sparato colpi di artiglieria contro gli scioperanti (http://it.wikipedia.org/wiki/Fiorenzo_Bava_Beccaris), motivo che armò la mano dell’anarchico Gaetano Bresci contro il Re, ucciso con 2 pistolettate a Monza, che mise così brutalmente fine alla carriera del “Re Buono”. Dopo una piccola rilettura storica, con la sensibilità odierna, ora mi chiedo: se la merita una piazza questo individuo? Forse ancora meno di Craxi il quale, per sfuggire alla giustizia del suo paese, si è dato alla latitanza – altro che esilio – ben protetto dalla polizia locale dopo aver  rubato un sacco di soldi dalle casse statali (“se son tutti socialisti..a chi rubano?” è la famosa frase per cui Grillo fu cacciato dalla rai. Ricordate?).

A questo punto, però, sorge il dubbio che i nostri rappresentanti in municipio non siano in grado di tirare fuori un nome decente: in tal caso potrebbero aprire un libro di storia e ne sarebbero sicuramente sommersi! Se poi non si volesse andare così tanto indietro a celebrare fatti di guerra ed episodi storici molto lontani da noi e di poco esempio per i nostri figli (se non per spolverare questa ritrovata quanto pelosa retorica patriottica), potremmo comunque sempre ricordarci che Enrico Mattei servì la Repubblica finendo ucciso nel tentativo di fornire al Paese una certa autonomia energetica, ma tutt’ora, a Chieri, non viene menzionato in nessuna strada! Ricordiamo anche che non vi è ancora una via dedicata a nessuno degli eroi che hanno combattuto contro la malavita organizzata come i giudici Falcone e Borsellino. Ricordiamo, ancora, che non c’è nessuna via dedicata agli internati nei lager che hanno subito umiliazioni degradanti a livello umano durante l’ultima guerra (quindi lodevole l’idea per i caduti delle foibe). Manca, inoltre, una via dedicata a tutti i componenti delle forze dell’ordine caduti nel compimento del loro dovere (quindi significativo sarebbe dedicare una piazza all’Arma); e molto bello sarebbe il ricordo degli innocenti che negli anni del terrorismo, e in ogni caso in tutto il periodo della Repubblica, hanno servito il loro paese preoccupandosi soltanto del bene pubblico e finiti uccisi perché scomodi. Perchè per esempio non dedicare una via a Giorgio Ambrosoli? Per quanto riguarda l’eroe della resistenza Albanese, non abbiamo strade abbastanza per gli eroi della nostra resistenza? Non è questione di razzismo (anche se sicuramente qualcuno strumentalizzerà questa affermazione), ma da che mondo è mondo, ogni paese dedica le vie e le piazze principalmente ai proprio simboli! Sento più mio Mazzini che quel tale, sicuramente altrettanto valoroso e storicamente emblematico, di cui non riesco a ricordare il nome perché in italiano è impronunciabile (quindi difficile persino da inserire in un navigatore, figuriamoci da spiegare a qualcuno). Ribadisco, in Italia nominiamo le vie agli italiani che han fatto grande l’italianità e i principi di equità sociale e rispetto della persona che vogliamo!(quindi evitiamo Marchionne, grazie!)

Partendo dal “dimmi chi è il tuo eroe e ti dirò chi sei”, e  visto e considerato che le nostre vie e piazze devono essere dedicate agli “eroi” di ogni tempo, nominare una via/piazza a Bettino Craxi significherebbe mitizzare un pessimo esempio di condotta per i nostri figli. Come dedicare una piazza al nostro ex presidente del consiglio (il migliore degli ultimi 150 anni!) farebbe pensare ai nostri figli che la prostituzione minorile sia una cosa buona e giusta, moralmente ineccepibile, allo stesso tempo dedicare una piazza a Bettino Craxi equivarrebbe ad una ammissione, a caratteri cubitali, che in Italia l’impunità per i reati commessi è la norma. E noi di sicuro questo NON LO VOGLIAMO!

Detto questo penso di aver detto anche troppo e che chi legge questo articolo cominci a vederla lunga su chi ha votato, io per primo me ne sto pentendo, ma grazie per averci più volte illuminati, così la prossima volta non commetteremo lo stesso errore!

(Flavio L.)

Categorie:Chieri, Varie
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