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RIVERGINESCION

(LA FIERA DEL PARAC…)

Ovvero come gli illeciti sono tali solo quando possono servire alla causa.

Si legge sul Corriere di Chieri di venerdi 2 dicembre, nell’articolo dedicato alle dimissioni del sig. Roberto Foglio, consigliere comunale ex PdL, come il nuovo gruppo di opposizione guidato dal torinese Pino Iannò sia deluso dall’attuale Sindaco e dall’operato della sua giunta. La delusione è tale da aver costretto i due consiglieri ad andare all’opposizione dopo che il loro tentativo di acchiappare una poltrona da assessore è andato in fumo grazie alla nomina fulminea del sig. Valter Cravero (di professione manager, premiato con ben 16 voti nella lista Lancione alle ultime comunali e pertanto meritorio di un posto retribuito come amministratore delegato in Chieri Farma) all’urbanistica al posto del dimissionario Paciello.

Era chiaro come il sole che il primo parziale allontanamento dalla maggioranza del gruppo “Progettazione Chierese” con una sorta di appoggio esterno con diritto di critica (e lo diciamo perchè eravamo in piccionaia a seguire la pietosa pantomima) è stato un maldestro tentativo di forzare un rimpasto di giunta che evidentemente non c’è stato. Lancione e i suoi hanno visto il bluff e hanno scaricato i due ribelli. Da qui lo strappo definitivo e il rilancio.

Si legge infatti nell’articolo che i nostri eroi della Progettazione Chierese, che fino a due mesi fa erano organici alla maggioranza (ricordiamo che il consigliere Pino Iannò era capogruppo della lista Lancione e Foglio il capolista del PDL alle elezioni, non i primi che passavano), vogliono vederci chiaro nella procedura di assegnazione alla società Chintana dell’appalto per la redazione del Progetto Città in quanto sospettano che sia viziata da degli illeciti tanto da minacciare il ricorso alla Corte dei Conti. Ricordiamo per dovere di cronaca che la società Chintana è la stessa che, con la giunta Gay, ha redatto il progetto dell’area Tabasso. Cambia la musica ma i suonatori alla fine sono gli stessi…. Diciamo che come minimo ci troviamo di fronte a uno sconcertante caso di miopia amministrativa se non al classico esempio di “dialettica politica” all’Italiana, dove la coerenza e il rispetto per l’elettore vengono machiavellicamente buttati nel cesso 10 minuti dopo la pubblicazione dei risultati elettorali. Quello che ci fa letteralmente vomitare è vedere questi individui disposti a ingoiare rospi da primato fino a quando ne hanno un tornaconto politico per poi scoprirsi vergini e probi quando si tratta di scatenare la vendetta politica. Sempre ammesso che non sia mutato il quadro legislativo negli ultimi due mesi in materia di appalti pubblici, viene da chiedersi come mai, a distanza di più di un anno (l’affidamento alla Chintana degli studi preliminari per il Progetto Città per 192.000 euro risale al 29 aprile del 2010), sia mutata la percezione di legalità di questi due figuri. Rinsavimento o squallido opportunismo? E com’è che non c’è MAI un giornalista che metta in evidenza queste contraddizioni?

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