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LO STRANO CASO DELLA FARMACIA VAGANTE

PREMESSA:

Da mesi si parla di una fantomatica terza farmacia comunale a Chieri per sopraggiunti limiti di popolazione. Per chi non lo sapesse, la legge italiana prevede una farmacia ogni 4.000 o 5.000 abitanti a seconda della dimensione del Comune (più o meno di 12.500 abitanti). Effettivamente Chieri ha superato la fatidica soglia dei 36000 abitanti e per questo, giustamente, reclama una nuova farmacia.

UN PO’ DI ACCADEMIA

Per la legge (Leggi 476/68 e 362/91), è compito della GIUNTA REGIONALE autorizzare, previo BANDO REGIONALE di formazione o revisione della pianta organica, le nuove farmacie nei comuni CHE NE FANNO RICHIESTA.
La procedura quindi è la seguente: (Legge Regionale 21/91) La regione pubblica sul Bollettino Ufficiale l’intenzione di modificare la Pianta Organica delle Farmacie. I Comuni che ritengono opportuno, presentano richiesta con una Delibera di Consiglio Comunale ENTRO 90 GIORNI dalla pubblicazione del bando indicando LA DELIMITAZIONE TERRITORIALE DELLE SEDI, L’UBICAZIONE ESATTA SPECIFICANDO INDIRIZZO E NUMERO CIVICO CON TANTO DI PLANIMETRIE (si legge nel bando che sono parte integrante e sostanziale dell’atto stesso) (non dimenticatevi di questo particolare perchè è importante per la lettura dell’articolo del Corriere).

a questo LINK il comunicato estratto dal B.U. 22 del 1/6/2011

Chiuso il bando, la Regione deve esaminare le pratiche, sentire l’Ordine dei Farmacisti quindi la Provincia e solo alla fine di questo iter concedere o meno la nuova sede.

A questo punto il Comune che riceve il nulla osta ha due vie: fare ricorso al diritto di prelazione e aprire una nuova farmacia comunale, oppure attendere che la Regione indica un concorso pubblico per l’assegnazione delle nuove sedi. Nel caso Piemontese l’ultimo concorso è stato nel 2009 dopo una gestazione di circa 10 anni, quindi nel caso si andrebbe alle calende greche.
E’ evidente che la Città di Chieri ha optato per la prima ipotesi (e meno male).

NOTA BENE: OGGI 31/8/11 E’ SCADUTO IL TERMINE PER PRESENTARE LA RICHIESTA

COSA SI LEGGE IN GIRO

Si legge oggi 31/8/2011 sul Corriere di Chieri che è praticamente cosa fatta la nuova farmacia comunale alle Maddalene.
Si, proprio quella di cui stiamo cercando traccia nei documenti ufficiali da qualche mese e di cui non esistono prove di delibere a livello regionale.

Nel memorabile articolo, a destra si sprecano in rassicurazioni volte a negare voci che volevano la nuova farmacia al Gialdo al seguito di una ridefinizione delle aree di competenza. Il PD si premura di specificare che farà fare una nuova delibera per blindare l’opzione “maddalene”. Chieri Futura invece nel mezzo sta.

Tutto bene. Sono felice che le Maddalene abbiano, con unanime consenso, dopo 30 anni uno straccio di servizio.

Quello che non capisco è la fretta di vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso, con affermazioni assolutamente fuori contesto e quantomeno preoccupanti. Infatti, a meno che i nostri amministratori non abbiano un asso della manica e qualche santo in paradiso, a oggi nessuno è in grado di dire UFFICIALMENTE se Chieri avrà o no la nuova sede farmaceutica. Diciamo che si è fatto (si spera) quello che c’era da fare e adesso si attendono i tempi dell’iter burocratico.

Quello che però mi preoccupa di più è che, se alla scadenza del bando ci si interroga ancora se la farmacia sarà al Gialdo o alle Maddalene quando la scelta dell’ubicazione è parte integrante della richiesta, qualcuno abbia toppato alla grande e adesso si cerca di porre una pezza preventiva alle polemiche future. Perchè altrimenti queste risposte interlocutorie? Bastava dire: nel bando abbiamo messo questa sede quindi da qui non si scappa.

L’alternativa che mi auguro è che siamo in piena “ammuina” bipartisan:

All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa
e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora:
chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra
e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta:
tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa
e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio
passann’ tutti p’o stesso pertuso:
chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”.
N.B.: da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno. (falso storico)

Facciamo vedere che stiamo facendo qualcosa, che discutiamo e che in fondo siamo tutti impegnati per le Maddalene, in una perenne campagna elettorale.

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