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DELLA TIMIDEZZA E DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CHIERI

MOVIMENTO CINQUE STELLE PIEMONTE
GRUPPO DI CHIERI


COMUNICATO STAMPA

LA TIMIDEZZA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CHIERI

Chieri, li 31/5/11

Giovedi u.s. in occasione della seduta del Consiglio Comunale di Chieri, il gruppo Chierese degli  attivisti  del  Movimento  5  Stelle  piemontese  si  è  presentato  sugli  spalti  della  sala consiliare  del  municipio  con  l’intenzione  di  effettuare  la  ripresa  audio/video  della  seduta pubblica.
Non essendoci nessuna preclusione a questa pratica nel Regolamento Comunale, per puro scrupolo  abbiamo  informato  l’amministrazione  della  nostra  intenzione  con  regolare  lettera protocollata.
Riceviamo a stretto giro di mail la risposta negativa del Segretario Comunale dott. Morra di cui alleghiamo uno stralcio:

“Prot. n. 19756 del 26.05.2011

Gent.le Sig. Alberto Rosso,  in  riferimento  alla Sua  nota  del  26.05.2011,  prot.  n.  0019668 con  la  quale  comunica  l’intenzione  del  Meetup  Chieri  ,  Movimento  5  Stelle  Piemonte  di effettuare la ripresa audio-video del Consiglio comunale di Chieri convocato in data odierna Le comunico quanto segue :
le  sedute  di  Consiglio  comunale  sono  pubbliche,  ad  eccezione  dei  casi  in  cui  si  tratti  di questioni concernenti persone (art. 20 Regolamento del Consiglio comunale di Chieri);
riguardo  invece  la  registrazione e/o alla  ripresa audio video della seduta  ,  tale possibilità è demandata  alla  potestà  regolamentare  di  ogni  singolo Ente  a  cui  compete  la  disciplina  di ogni aspetto attinente il funzionamento dell’Assemblea;
le  registrazione  audio  della  seduta  sono  utilizzate  dall’Ufficio  di  segreteria  al  fine della  stesura  dei  relativi  verbali  mentre  attualmente  non  esiste  alcuna  disposizione regolamentare  in  merito  alle  riprese  audio-video  da  parte  di  persone  presenti  alla seduta;
nella considerazione che valgono anche per  l’Amministrazione comunale  le garanzie di cui all’art. 7 e seg.ti del DLgs 196/2003  in ordine alla certezza dell’  individuazione del “titolare” e del  “responsabile” del  trattamento dei dati, previa  idonea  informativa ai sensi dell’ 13 del medesimo decreto  , non  risulta ad oggi possibile per  il Presidente del Consiglio comunale consentire riprese audio/video dei  lavori consiliari stante  l’ assenza di esplicita disposizione regolamentare.
[…]”

In  sintesi  di  fronte  a  un  vuoto  legislativo,  ovvero  in  assenza  di  divieti  espliciti,  invece  che garantire la libertà del cittadino la si limita in nome della privacy.

Purtroppo essendo in Italia, la legislazione dice tutto e il contrario di tutto.

Da  una  parte  abbiamo  il  T.U.E.L.  (Testo  unico Enti  Locali  d.lg.  n.267/2000  artt.  10  e  38) che  stabilisce  la  pubblicità  delle  sedute  Consiliari  e  delle  Commissioni  demandando  alla regolamentazione comunale  i  limiti e senza riferimenti alla diffusione delle eventuali riprese audio-video.
Dall’altra abbiamo  la  legge sulla Privacy  (DLgs 196/2003) che stabilisce  il diritto alla  tutela dei dati personali e sensibili dei cittadini con un meccanismo dato dall’art. 7 che richiede di individuare un “responsabile” e un “titolare” del trattamento dei dati.

Nel contempo lo stesso Garante per la Privacy si è pronunciato a favore delle riprese audio video  dei  consigli  comunali  e  la  loro  diffusione  via  TV  già  nel  2002.  Ovviamente  questo pronunciamento non fa giurisprudenza, ma ha un suo peso morale.

Il  dubbio  che  dovrebbe  venire  alle  persone  con  un  minimo  di  cervello  funzionante  è  il seguente:  come  si  può  pensare  che  un  politico  eletto  nell’esercizio  della  sua  funzione pubblica  istituzionale all’interno di una assemblea pubblica sia soggetto alle  tutele dei dati personali e sensibili?

Infatti nonostante questo bizzarro non-divieto alcuni attivisti del gruppo si sono presentati in consiglio comunale con la videocamera venendo subito avvisati da un Vigile Urbano, mentre in aula  si  festeggiava a pasticcini  il  ritorno  in  serie A della pallavolo,  che  il Presidente del Consiglio Comunale non autorizzava la ripresa in quanto il regolamento non lo consentiva.

Delle  due  l’una:  o  nel  giro  di  una  giornata  il  regolamento  Comunale  è  cambiato,  oppure il  Presidente  del Consiglio Comunale  non  è  ben  informato  sui  regolamenti  che  dovrebbe applicare.
Vogliamo  essere  comprensivi  e  pensiamo  che  ci  sia  stato  solo  un malaugurato  difetto  di comunicazione tra la Segreteria del Comune e la Presidenza del Consiglio Comunale.

Quello  che  ci  preme  sottolineare  è  che  anche  a  Chieri,  come  in  buona  parte  d’Italia,  la classe politica, a qualunque  livello,  ritiene  sconveniente  che  i  cittadini  siano puntualmente informati  delle  loro  attività  istituzionali  pubbliche  al  di  fuori  dei  canali  di  informazione  più facilmente addomesticabili.

Veniamo  intanto  informati che  la Conferenza dei Capigruppo sta  lavorando al  regolamento per  introdurre  la  diretta  streaming  delle  sedute  consiliari.  Ci  auguriamo  che  nelle metodologie  che  individueranno  i  nostri  amministratori  prevalga  la  trasparenza  verso  i cittadini a scapito della proverbiale riservatezza Sabauda.

per il MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE
GRUPPO DI CHIERI
Alberto Rosso

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