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IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA.

Ma anche chi ce l’ha non sta messo tanto meglio.

La politica da spettacolo, viviamo in una nazione perennemente in campagna elettorale dominata dalla politica dei proclami, degli annunci e del tirare a campare. Nel nostro piccolo, a livello locale, non stiamo dando uno spettacolo edificante: pezzi di maggioranza che fondano liste avversarie alla maggioranza, la maggioranza che inizia a sabotare le iniziative dei potenziali fuoriusciti, una opposizione ondivaga che non sa ancora bene con chi stare, un candidato sindaco del PD che prospetta un possibile futuro quinquennio che riesca a conciliare l’ambiente MA ANCHE la tangenziale est, altri che non sanno, altri che devono ancora  decidere il programma e quindi non sanno ancora con chi apparentarsi. Insomma, un teatrino fantastico quanto deprimente.

Perchè scrivo questo?

Per chi non lo sapesse, siamo stati contattati qualche mese fa da alcune delle forze politiche in gioco in questi giorni per valutare eventuali forme di collaborazione, possibili candidature etc etc. Con alcune di queste, tra cui in particolare la lista civica che propone di candidare il Dott. Lancione a Sindaco, c’è stato un contatto più approfondito, siamo stati definiti come “il nuovo che avanza”, sono state fatte anche promesse importanti (va bene, potrei essere smentito, visto che eravamo noi e loro, ma non ho motivo di raccontare palle) accompagnate anche da alcuni “con quelli mai” quando non “piuttosto andiamo da soli”.

Ammetto, siamo stati tentati; abbiamo subito il fascino delle sirene.

Poi, complice anche il momento di apatia collettiva che ha ammorbato il gruppo in quei mesi ci siamo limitati a stilare alcune proposte programmatiche che abbiamo condiviso con tutti quelli che si sono dimostrati interessati e che ormai non ha più senso mantenere private, ma per il resto siamo rimasti in disparte a causa soprattutto delle poche risorse umane da mettere in campo.

Non tutto il male viene per nuocere. E’ della settimana scorsa (fonte Il Corriere di Chieri) l’ufficializzazione dell’apparentamento tra la lista civica di Zullo e Lancione e l’UDC con tanto di consacrazione con loro esponenti regionali e provinciali.

Io non escludo che ci possa essere stata la totale convergenza di intenti programmatici tra le due forze politiche, ma una cosa non riesco a digerire e che anzi mi fa venire la gastrite: ma i simboli non hanno più un significato? L’UDC è lo stesso partito che ha come vicepresidente TOTO’ CUFFARO.

INTERVALLO – musichetta e la valle dei templi in sottofondo…

Durante la sua prima presidenza alla Regione Siciliana Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale.[4] Con gli elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso Antonio Borzacchelli e Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli all’Ospedale Civico di Palermo, e Michele Aiello, importante imprenditore siciliano nel settore della sanità, indagato per associazione mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti.

Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati dall’interessato, è stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio, mentre non è stata accolta l’accusa di concorso esterno. Secondo il GUP è accertato che abbia fornito all’imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le indagini, grazie a una fonte non ancora nota, incontrandolo da solo in circostanze sospette, riferendo che le due talpe che gli fornivano informazioni sulle indagini che lo riguardavano erano state scoperte. Nell’incontro, anche una discussione riguardante l’approvazione del tariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall’imprenditore. Aiello ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe. Il GUP ipotizza inoltre che il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti, in servizio ai nuclei di polizia giudiziaria della Procura di Palermo, uno dei quali è stato l’autore del piazzamento delle microspie. Secondo una perizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento.[5]

Nel dicembre 2006, Miceli è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.[6]

Il 15 ottobre 2007 il procuratore aggiunto del processo a Cuffaro Giuseppe Pignatone ha chiesto 8 anni di reclusione per l’attuale Presidente della Regione Sicilia, per quanto riguarda i seguenti capi d’imputazione:

  1. favoreggiamento a Cosa Nostra;
  2. rivelazione di segreto d’ufficio.[7][8]

Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo.
La sentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 anni di reclusione nonchè all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Cuffaro assiste alla lettura della sentenza nell’aula bunker di Pagliarelli e dichiara immediatamente di non essere intenzionato ad abbandonare il suo ruolo di presidente della regione Sicilia. Nel frattempo, la pubblicazione di una serie di foto che lo ritraggono con un vassoio di cannoli, mentre apparentemente festeggia per non essere stato condannato per favoreggiamento della mafia,[9] provoca un grande imbarazzo.[10] Il 24 gennaio 2008 l’Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro 32) presentata dal centro sinistra.[11] Nonostante il voto di fiducia del Parlamento siciliano, Cuffaro si dimette due giorni dopo, nel corso di una seduta straordinaria dell’Assemblea.[12] Cuffaro ha annunciato che appellerà la sentenza. (fonte it.wikipedia.org)

Questi signori vogliono forse dirmi che l’UDC piemontese nulla può contro questi figuri? Che in nome di un qualche amore per la politica sono disposti a tollerare che la loro bandiera, il loro simbolo, la loro reputazione, sia rappresentata da dei mafiosi, o per lo meno da degli amici di mafiosi?

E che diciamo del possibile apparentamento ventilato dal portavoce della lista civica con il PDL? Un partito di inquisiti nato per salvare un uomo dalla galera e permettergli di spiumare questa nazione tra lazzi, frizzi, nani, ballerine, discutibili soubrettes e clamorosi troioni nazionali?

No, non mi è andata giù. Ho chiesto a un nostro iscritto che è anche tra i fondatori della lista, un chiarimento a titolo personale. Non ho ricevuto risposta e di questo me ne dolgo. Soprattuto perchè mi sono illuso che potesse nascere qualcosa di realmente nuovo, che ci potesse essere una forza politica diversa con cui poter collaborare, aperta a delle idee nuove e un po’ rivoluzionarie, anche se non direttamente. In realtà temo che, visti gli apparentamenti in discussione, di rivoluzionario ci sarà ben pocoe che ci aspetterà ancora un quinquennio di “fiato sul collo”, di antenne alzate e muso duro.

Alberto Rosso.

Categorie:Chieri, comunali 2009
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