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Teleriscaldamento si, teleriscaldamento no, chiudiamo due strade.

Riporto il testo della lettera che ho inviato al “Corriere di Chieri” in merito all’ennesimo articolo dove si raccolgono proteste più o meno vibrate contro gli infausti effetti del teleriscaldamento sul tessuto cittadino.

Chieri, li 14/09/2008
Gentile Direttore,
volevo fare una riflessione sull’annoso problema del Teleriscaldamento che infesta e impesta la nostra Città da tempo immemore. Leggo con piacere che altre categorie di cittadini iniziano a toccare con mano la portata dell’opera che la nostra amministrazione ha gentilmente offerto alla città e il classico menefreghismo quando è ora di gestire la grande opera.

Questi mesi estivi di cantieri sono stati una prova di resistenza fisica e psichica per chi ha avuto la malsana idea di muoversi in auto tra un “scusate per il disagio” e “lavori per conto di High Power”, con cantieri che hanno ridotto la Città ad un labirinto per topi e gestito senza alcun coordinamento.
E’ vero che a Chieri non c’è un Traffic Congestion Manager, ma solo un facility manager che sicuramente non ha questi compiti per cui si lascia l’onere al privato, ma qualche vincolo in più ai signori della High Power poteva essere imposto, oltre che l’obbligo di posare un tubo corrugato e ripristinare le sedi stradali. Magari proprio a riguardo dei tempi massimi di chiusura di una certa zona onde evitare il collasso del commercio al dettaglio, come viene contestato dalle associazioni di categoria dei Commercianti sul Corriere di Venerdi 12 settembre.

A sentire la risposta dell’Assessore Civera alle argomentazioni dei commercianti io mi chiedo invece da che parte stia l’Amministrazione Comunale. Perchè “il privato ha sostenuto un grosso investimento e pertanto deve partire prima possibile con l’attività” (vado a memoria, ma la sostanza è questa) è una difesa che mi aspetterei dall’amministratore delegato della High Power o da un rappresentante di Confindustria, non dal nostro assessore all’ambiente.
Quando un rappresentante dei cittadini inizia a parlare come un industriale allora vuol dire che il corto circuito è totale e insanabile: il compito di una pubblica amministrazione è si favorire gli investimenti sul proprio territorio, ma facendo da contrappeso agli interessi del privato verso il resto della comunità. Se invece l’Amministrazione tende a “sponsorizzare” l’iniziativa totalmente privata della High Power, con una scarsissima ricaduta sociale ed economica sul territorio (attendo con ansia i “numeri” che confuteranno questa mia affermazione) allora ci si è dimenticati dei limiti del proprio mandato e si scade addirittura nell’omissione dei propri compiti di vigilanza e tutela del cittadino.
Non dimentichiamo che l’opera della High Power porterà poco o nessun lavoro sul territorio e si giustifica solo a seguito del finanziamento statale a delle improbabili energie rinnovabili che permetterà alla High Power di mettere in rete l’energia elettrica prodotta dai suoi motori a metano a un prezzo triplo di quello pagato dal mercato e arrotondare il bottino vendendo gli scarti di produzione, ovvero l’acqua calda, a quei chieresi che avranno la fortuna di rientrare in quella categoria di utenze “interessanti”. Se a casa vostra avete la caldaietta murale indipendente vi siete sobbarcati tutti i disagi per niente. Se ci va bene risparmieremo qualcosa dagli sconti “gratta e vinci” che il Comune otterrà sul riscaldamento dei suoi edifici. Capite che val bene far chiudere qualche negozio.

Alberto Rosso
Meetup Chieri

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