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Centrale a biomasse a Poirino. Fasi 5 e 6.

Signori e signore, qui il tempo stringe!

La Fase 5 del nostro programma, conoscere, è in fase di sviluppo. Riteniamo corretto, infatti, attendere l’esito dell’incontro del 26 giugno (Sala Consiliare, Poirino) per poter dire di conoscere abbastanza bene la situazione attuale, ivi compresa la posizione del nostro interlocutore: l’Amministrazione Comunale.

Nel frattempo, però, di carne sul fuoco ne è già stata messa abbastanza, e di materiale utile per la Fase 6, informare, ne abbiamo in quantità sufficiente per poterci esprimere, e approfondire determinati aspetti.

Lo faremo riprendendo le affermazioni contenute nella lettera inviata dal Sindaco ai Poirinesi, i timori del Comitato riportati nell’articolo comparso sul Corriere di Chieri il 13 giugno, le considerazioni contenute nell’e-mail pubblicata nel precedente post.

In primis, salta agli occhi una palese divergenza di vedute: il Sindaco parla di fumi puliti, il Comitato teme che si stia rischiando la salute, la nostra conoscenza, che chiameremo per semplicità Dott. Kilowatt, afferma che con un rendimento termico del 20%, quale è quello di una centrale elettrica, si producono degli inquinanti, in misura maggiore al più pulito metano.

La verità sta nel mezzo, o 2-1 e palla al centro?

Noi crediamo che i fumi non siano mai puliti. Se proprio vogliamo concedere qualcosa, potremmo dire che i fumi sono “accettabili” rispetto a dei valori soglia stabiliti dalla Normativa. Se fossero puliti, le cucine dei nostri nonni non sarebbero state così nere proprio sopra il putagé… o no?

Altra considerazione: il Sindaco afferma che le emissioni saranno monitorate 24 ore su 24 dall’ARPA per via telematica.

Detto questo, nel Paese di Alice tutti starebbero tranquilli: in Italia, comprensibilmente, no. Cercate su Internet i casi di Brescia, Trieste, Martignana da Po… Il numero dei casi di superamento dei valori soglia non è trascurabile. Ok, hanno sequestrato gli impianti, hanno emesso multe salate, ma intanto qualcosa che non era proprio vapore acqueo se lo sono respirato.

Più che tutto, e qui passiamo a un altro aspetto dell’ardita questione, una domanda che sorge spontanea è: ma se adesso a Poirino respiro un tot di CO2, un tot di NOx, un tot di… per quale motivo strano dovrei respirarne di più, anche solo un po’ di più?

Per rispettare il protocollo di Kyoto! Vi risponderà qualcuno. E qui mettiamo da parte il nostro savoir-faire e un po’ ci arrabbiamo. E un po’ arrabbiati vi poniamo una domandona: ma secondo voi, la sostituzione di 5 caldaie, per quanto grosse, con una sola enorme caldaia che brucia 36.000 tonnellate di legna all’anno, riduce davvero le emissioni?

Un esempio molto pratico? Io ho una stufa a legna che mi ha consentito di ridurre il consumo di gas del 35% circa. E ho fatto andare 3 tonnellate di legna secca. Giuro. Con 36.000 tonnellate di legna all’anno, che è la quantità di legna necessaria alla centrale, stimata dal Dott. Kilowatt, ben 12.000 alloggi da 100 mq risparmierebbero il 35% di gas. Nel concentrico di Poirino gli abitanti sono circa 6.000: la quantità di legna che si prevede di bruciare, con la centrale di Poirino, farebbe risparmiare il 35% di gas a tutti gli abitanti del concentrico, anche nell’ipotesi più assurda in cui ogni abitante, adulto, anziano o neonato, avesse 2 alloggi da 100 mq a testa… E noi useremmo tutto questo ben di Dio per scaldare 5 fabbricati? Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo dicendo? E a quali consumi di materia prima stiamo andando incontro?

Quello che chiediamo, è un po’ di onestà intellettuale.

Bisogna rispettare il protocollo di Kyoto, abbattere le emissioni, e svincolarsi dai combustibili fossili? Bene. Pannelli votovoltaici. Microgenerazione eolica. Microgenerazione a biomasse. Impianti solari termici. Impianti geotermici. Censimento caldaie inquinanti. Incentivi per la sostituzione delle caldaie inquinanti.

Non si può perchè il bilancio del Comune non lo consente, soprattutto dopo l’ultima mazzata dell’ICI? E’ comprensibile.

Ma lo dicano.

Lo dicano chiaramente. Ne uscirebbero molto meglio, da persone sincere che parlano con il cuore in mano.

Dicano che il Comune vorrebbe, ma non ha i soldi per farlo. Dicano che la soluzione proposta dalla Benarco funziona in primis per la Benarco, perchè si farà dei gran bei soldoni, poi per il Comune, che avrà risparmiato i soldi per il riscaldamento di 5 edifici di sua proprietà, poi, dopo, forse, per i cittadini, che pagheranno una retta inferiore per l’Asilo, ma che staranno tutto il giorno a guardare qual camino di 22 m che sbuffa nell’aria qualcosa che… che speriamo che l’ARPA non si distragga.

Ultima, questa volta ultima, osservazione all’affermazione del Sindaco riportata dal Corriere, che dice: “E’ incredibile che un’Amministrazione di centro-destra come la nostra si trovi a dover lottare per un’idea caldeggiata dall’ex ministro di sinistra Pecoraro Scanio. In più sta nascendo un putiferio quando ancora non è stata rifinanziata, né è sicuro che lo sarà, la legge sui certificati verdi, senza i quali la Benarco quell’impianto certamente non lo fa“.

L’idea è stata caldeggiata da Pecoraro Scanio, ma sicuramente l’allora minoranza di centro-destra non ha storto il naso, ben sapendo che senza “quell’idea” tutto il baraccone degli inceneritori non starebbe in piedi. Se esistono ancora dei dubbi sull’intesa che in certi ambiti si era venuta a creare tra i due schieramenti, si pensi al regalino che Romano, nel mese di Aprile, fece al suo amico Silvio, introducendo il Segreto di Stato sui siti per il deposito delle scorie nucleari, sui nuovi impianti civili per la produzione di energia, sulle centrali nucleari, sui rigassificatori, sugli inceneritori…

Sulla seconda frase, ci sentiamo di dire che non è un putiferio, e che speriamo che non lo diventi. Noi, nel nostro piccolo mondo di sognatori, vorremmo vedere il Comitato e l’Amministrazione dialogare, in modo costruttivo, sereno, e soprattutto onesto, intellettualmente onesto, umanamente onesto.

Da entrambe le parti.

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