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INIZIAMO LA NOSTRA ESPERIENZA “PUBBLICA”.

E la iniziamo con un tema caldo per i cittadini Chieresi: il Teleriscaldamento.

E’ nostra convinzione che il sistema stesso del teleriscaldamento non sia quel miracolo che vogliono far credere e che per come sta prendendo piede in molte città d’Italia sia una fregatura bella e buona.

Fondamentalmente il teleriscaldamento veniva utilizzato in passato per recuperare il calore derivato da processi industriali quali, per esempio, le centrali elettriche esistenti ossia si recuperava del calore che altrimenti sarebbe finito disperso nell’ambiente come rifiuto. Il sistema però è un sistema rigido, da programmazione quinquennale di Staliniana memoria, che induce al consumo di acqua calda e che preclude il passo all’affermazione delle fonti alternative quali il solare termico.

Oggi invece fanno il teleriscaldamento per giustificare la costruzione di centrali elettriche e la vendita di energia elettrica, spacciando il sistema come fonte rinnovabile, intortando il prossimo con le storielle di Kyoto e le ridotte emissioni del sistema cogenerativo, l’abbattimento degli inquinanti e delle polveri sottili dimenticando di dire che la centrale elettrica funzionerà 11 mesi all’anno e complessivamente avrà un rendimento paragonabile se non inferiore alle più recenti caldaie murali a condensazione. Anche un bambino capirebbe che il riscaldamento autonomo funziona 5 mesi l’anno e pertanto brucia gas per quei mesi invernali, mentre una centrale elettrica che consuma il doppio e funziona 11 mesi l’anno sono due cose non paragonabili.

La nostra domanda a questo punto rimane la seguente: come siamo arrivati a decidere che Chieri aveva questo disperato bisogno di un teleriscaldamento per risolvere i suoi problemi di consumo energetico e di inquinamento?

Venerdi 7 Marzo avremo un incontro con l’assessore Riccardo Civera al quale chiederemo lumi in proposito. State sintonizzati per ulteriori informazioni.

Il tornaconto per l’utenza, oltre a un paio di anni di disagi per la posa della rete di distribuzione del calore, è un risparmio “stimato” intorno al 10% rispetto al riscaldamento convenzionale. Stimato rispetto a quali indici non è dato saperlo.

La municipalità trarrà un minimo beneficio dall’acquisto di energia termica a tariffe ridotte per gli edifici comunali oltre che ottenere la posa di un tubo per il passaggio di cavi dati parallelo alla rete di distribuzione dell’acqua calda. La cosa divertente è che il risparmio del Comune sarà tipo raccolta punti: più utenze si allacceranno e più alto sarà lo sconto maturato.

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