CITTADINI CON L’ELMETTO
Ho deciso di creare una pagina nuova dedicata alle prossime ammisitrative 2009.
Chieri e molti comuni dei dintorni rinnovano il proprio Consiglio Comunale come le Provincie e la Regione.
Ritengo quindi opportuno dedicare uno spazio apposito alle segnalazioni, discussioni e opinioni circa questo argomento: in questo momento si stanno tessendo le alleanze, si definiscono le spartizioni, si preparano gli accordi di scambio tra politica e gruppi di potere economico. Vedo scarso impegno di questi sepolcri imbiancati a guardare ai cittadini e ai loro reali bisogni.
Dobbiamo metterci l’elemetto e scendere in trincea: informarci e informare è la nostra unica arma per riuscire a scansare almeno qualcuno dei cetrioli che da anni ci fanno digerire.
IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA.
Ma anche chi ce l’ha non sta messo tanto meglio.
La politica da spettacolo, viviamo in una nazione perennemente in campagna elettorale dominata dalla politica dei proclami, degli annunci e del tirare a campare. Nel nostro piccolo, a livello locale, non stiamo dando uno spettacolo edificante: pezzi di maggioranza che fondano liste avversarie alla maggioranza, la maggioranza che inizia a sabotare le iniziative dei potenziali fuoriusciti, una opposizione ondivaga che non sa ancora bene con chi stare, un candidato sindaco del PD che prospetta un possibile futuro quinquennio che riesca a conciliare l’ambiente MA ANCHE la tangenziale est, altri che non sanno, altri che devono ancora decidere il programma e quindi non sanno ancora con chi apparentarsi. Insomma, un teatrino fantastico quanto deprimente.
Perchè scrivo questo?
Per chi non lo sapesse, siamo stati contattati qualche mese fa da alcune delle forze politiche in gioco in questi giorni per valutare eventuali forme di collaborazione, possibili candidature etc etc. Con alcune di queste, tra cui in particolare la lista civica che propone di candidare il Dott. Lancione a Sindaco, c’è stato un contatto più approfondito, siamo stati definiti come “il nuovo che avanza”, sono state fatte anche promesse importanti (va bene, potrei essere smentito, visto che eravamo noi e loro, ma non ho motivo di raccontare palle) accompagnate anche da alcuni “con quelli mai” quando non “piuttosto andiamo da soli”.
Ammetto, siamo stati tentati; abbiamo subito il fascino delle sirene.
Poi, complice anche il momento di apatia collettiva che ha ammorbato il gruppo in quei mesi ci siamo limitati a stilare alcune proposte programmatiche che abbiamo condiviso con tutti quelli che si sono dimostrati interessati e che ormai non ha più senso mantenere private, ma per il resto siamo rimasti in disparte a causa soprattutto delle poche risorse umane da mettere in campo.
Non tutto il male viene per nuocere. E’ della settimana scorsa (fonte Il Corriere di Chieri) l’ufficializzazione dell’apparentamento tra la lista civica di Zullo e Lancione e l’UDC con tanto di consacrazione con loro esponenti regionali e provinciali.
Io non escludo che ci possa essere stata la totale convergenza di intenti programmatici tra le due forze politiche, ma una cosa non riesco a digerire e che anzi mi fa venire la gastrite: ma i simboli non hanno più un significato? L’UDC è lo stesso partito che ha come vicepresidente TOTO’ CUFFARO.
INTERVALLO – musichetta e la valle dei templi in sottofondo…
Durante la sua prima presidenza alla Regione Siciliana Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale.[4] Con gli elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso Antonio Borzacchelli e Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli all’Ospedale Civico di Palermo, e Michele Aiello, importante imprenditore siciliano nel settore della sanità, indagato per associazione mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti.
Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati dall’interessato, è stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio, mentre non è stata accolta l’accusa di concorso esterno. Secondo il GUP è accertato che abbia fornito all’imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le indagini, grazie a una fonte non ancora nota, incontrandolo da solo in circostanze sospette, riferendo che le due talpe che gli fornivano informazioni sulle indagini che lo riguardavano erano state scoperte. Nell’incontro, anche una discussione riguardante l’approvazione del tariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall’imprenditore. Aiello ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe. Il GUP ipotizza inoltre che il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti, in servizio ai nuclei di polizia giudiziaria della Procura di Palermo, uno dei quali è stato l’autore del piazzamento delle microspie. Secondo una perizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento.[5]
Nel dicembre 2006, Miceli è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.[6]
Il 15 ottobre 2007 il procuratore aggiunto del processo a Cuffaro Giuseppe Pignatone ha chiesto 8 anni di reclusione per l’attuale Presidente della Regione Sicilia, per quanto riguarda i seguenti capi d’imputazione:
- favoreggiamento a Cosa Nostra;
- rivelazione di segreto d’ufficio.[7][8]
Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo.
La sentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 anni di reclusione nonchè all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Cuffaro assiste alla lettura della sentenza nell’aula bunker di Pagliarelli e dichiara immediatamente di non essere intenzionato ad abbandonare il suo ruolo di presidente della regione Sicilia. Nel frattempo, la pubblicazione di una serie di foto che lo ritraggono con un vassoio di cannoli, mentre apparentemente festeggia per non essere stato condannato per favoreggiamento della mafia,[9] provoca un grande imbarazzo.[10] Il 24 gennaio 2008 l’Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro 32) presentata dal centro sinistra.[11] Nonostante il voto di fiducia del Parlamento siciliano, Cuffaro si dimette due giorni dopo, nel corso di una seduta straordinaria dell’Assemblea.[12] Cuffaro ha annunciato che appellerà la sentenza. (fonte it.wikipedia.org)
Questi signori vogliono forse dirmi che l’UDC piemontese nulla può contro questi figuri? Che in nome di un qualche amore per la politica sono disposti a tollerare che la loro bandiera, il loro simbolo, la loro reputazione, sia rappresentata da dei mafiosi, o per lo meno da degli amici di mafiosi?
E che diciamo del possibile apparentamento ventilato dal portavoce della lista civica con il PDL? Un partito di inquisiti nato per salvare un uomo dalla galera e permettergli di spiumare questa nazione tra lazzi, frizzi, nani, ballerine, discutibili soubrettes e clamorosi troioni nazionali?
No, non mi è andata giù. Ho chiesto a un nostro iscritto che è anche tra i fondatori della lista, un chiarimento a titolo personale. Non ho ricevuto risposta e di questo me ne dolgo. Soprattuto perchè mi sono illuso che potesse nascere qualcosa di realmente nuovo, che ci potesse essere una forza politica diversa con cui poter collaborare, aperta a delle idee nuove e un po’ rivoluzionarie, anche se non direttamente. In realtà temo che, visti gli apparentamenti in discussione, di rivoluzionario ci sarà ben pocoe che ci aspetterà ancora un quinquennio di “fiato sul collo”, di antenne alzate e muso duro.
Alberto Rosso.
Teleriscaldamento si, teleriscaldamento no, chiudiamo due strade.
Riporto il testo della lettera che ho inviato al “Corriere di Chieri” in merito all’ennesimo articolo dove si raccolgono proteste più o meno vibrate contro gli infausti effetti del teleriscaldamento sul tessuto cittadino.
Chieri, li 14/09/2008
Gentile Direttore,
volevo fare una riflessione sull’annoso problema del Teleriscaldamento che infesta e impesta la nostra Città da tempo immemore. Leggo con piacere che altre categorie di cittadini iniziano a toccare con mano la portata dell’opera che la nostra amministrazione ha gentilmente offerto alla città e il classico menefreghismo quando è ora di gestire la grande opera.Questi mesi estivi di cantieri sono stati una prova di resistenza fisica e psichica per chi ha avuto la malsana idea di muoversi in auto tra un “scusate per il disagio” e “lavori per conto di High Power”, con cantieri che hanno ridotto la Città ad un labirinto per topi e gestito senza alcun coordinamento.
E’ vero che a Chieri non c’è un Traffic Congestion Manager, ma solo un facility manager che sicuramente non ha questi compiti per cui si lascia l’onere al privato, ma qualche vincolo in più ai signori della High Power poteva essere imposto, oltre che l’obbligo di posare un tubo corrugato e ripristinare le sedi stradali. Magari proprio a riguardo dei tempi massimi di chiusura di una certa zona onde evitare il collasso del commercio al dettaglio, come viene contestato dalle associazioni di categoria dei Commercianti sul Corriere di Venerdi 12 settembre.A sentire la risposta dell’Assessore Civera alle argomentazioni dei commercianti io mi chiedo invece da che parte stia l’Amministrazione Comunale. Perchè “il privato ha sostenuto un grosso investimento e pertanto deve partire prima possibile con l’attività” (vado a memoria, ma la sostanza è questa) è una difesa che mi aspetterei dall’amministratore delegato della High Power o da un rappresentante di Confindustria, non dal nostro assessore all’ambiente.
Quando un rappresentante dei cittadini inizia a parlare come un industriale allora vuol dire che il corto circuito è totale e insanabile: il compito di una pubblica amministrazione è si favorire gli investimenti sul proprio territorio, ma facendo da contrappeso agli interessi del privato verso il resto della comunità. Se invece l’Amministrazione tende a “sponsorizzare” l’iniziativa totalmente privata della High Power, con una scarsissima ricaduta sociale ed economica sul territorio (attendo con ansia i “numeri” che confuteranno questa mia affermazione) allora ci si è dimenticati dei limiti del proprio mandato e si scade addirittura nell’omissione dei propri compiti di vigilanza e tutela del cittadino.
Non dimentichiamo che l’opera della High Power porterà poco o nessun lavoro sul territorio e si giustifica solo a seguito del finanziamento statale a delle improbabili energie rinnovabili che permetterà alla High Power di mettere in rete l’energia elettrica prodotta dai suoi motori a metano a un prezzo triplo di quello pagato dal mercato e arrotondare il bottino vendendo gli scarti di produzione, ovvero l’acqua calda, a quei chieresi che avranno la fortuna di rientrare in quella categoria di utenze “interessanti”. Se a casa vostra avete la caldaietta murale indipendente vi siete sobbarcati tutti i disagi per niente. Se ci va bene risparmieremo qualcosa dagli sconti “gratta e vinci” che il Comune otterrà sul riscaldamento dei suoi edifici. Capite che val bene far chiudere qualche negozio.Alberto Rosso
Meetup Chieri
