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PETIZIONE POPOLARE “FUORI I SOLDI DALLA POLITICA”

attualmente lo stipendio dei consiglieri regionali è composto da un’indennità lorda di 8.500€ alla quale si aggiungono vari escamotage atti a farlo lievitare. Ad esempio i “rimborsi forfettari”: 2.500 euro erogati con la scusa che il consigliere avrà delle spese legate al suo lavoro e per le quali la Regione elargisce rimborsi senza richiedere alcuna fattura o altra prova che ne dimostri l’effettiva spesa.

In totale ogni consigliere riceve dagli 8.000 ai 13.000 euro netti al mese.

I consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, Davide Bono e Fabrizio Biolè, così come annunciato in campagna elettorale, già dalla prima mensilità si sono limitati lo stipendio a 2.500 € netti rinunciando oltretutto a rimborsi e gettoni.

Per ridurre lo stipendio dei loro colleghi hanno presentato due proposte di legge che sono state ovviamente bocciate con larga e trasversale maggioranza.

Alcuni cittadini sostenitori del Movimento 5 Stelle si sono quindi organizzati e hanno indetto una petizione che chiede alla Giunta Cota e alla sua maggioranza Consiliare di approvare in sostanza il testo di legge presentato dal Movimento 5 Stelle stesso.

In tutto il Piemonte dei cittadini senza tessere di partito hanno quindi informato altri cittadini in strada, al bar, nel proprio condominio, fino a raccogliere 22 mila firme delle quali alcune centinaia a Chieri.

La petizione sta svolgendo l’iter previsto dal regolamento regionale ed è stata presentata dal primo firmatario, l’astigiano Fabio Martina, alla Commissione Bilancio del Consiglio Regionale il 2 dicembre u.s.

Com’è solito di questa classe politica, probabilmente le istanze dei cittadini verranno ignorate. Occorre quindi fare la maggior pressione possibile. In quest’ottica è stata scritta una mozione che impegna le giunte comunali piemontesi a sostenere la legge d’iniziativa popolare.

La mozione sarà recapitata ai consiglieri comunali chieresi e ciascun consigliere potrà presentarla in qualsiasi momento alla giunta, per far sì che venga discussa e auspicabilmente approvata.

In un periodo di congiuntura avversa e di grave scollamento della politica dalla realtà vissuta dalla maggioranza dei cittadini, un gesto in questo senso da parte dei politici chieresi sarebbe doveroso, se non addirittura dovuto, per dimostrare la volontà dal basso di ricucire lo strappo tra politica e cittadinanza.

Soltanto con continua pressione da ogni fronte si potrà ottenere la fine degli sprechi.

Segue il testo della mozione come è stata recapitata a tutti i consiglieri comunali dotati di email (perchè non tutti hanno una mail di riferimento…).

Il sottoscritto ………………, consigliere comunale di ………………….presenta la seguente proposta di

MOZIONE

VISTA

la consegna ai competenti uffici del Consiglio Regionale del Piemonte, della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica”, per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, la quale ha raccolto circa 22mila adesioni e la successiva audizione avanti la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del primo firmatario avvenuta in data 2 dicembre 2011

EVIDENZIATO

che la stessa contiene le proposte di seguito riportate:
1) Riportare le indennità dei consiglieri alla prima determinazione del 1972, cioè il 55% delle indennità dei parlamentari.
2) Ridurre le indennità di funzione aggiuntiva, a partire dal Presidente della Giunta e dagli Assessori.
3) Sopprimere i gettoni di presenza pari a circa 122 euro a seduta.
4) Sopprimere i rimborsi forfettari.
5) Ridurre i rimborsi spese chilometrici
6) Sopprimere il vitalizio per gli ex consiglieri regionali.

SOTTOLINEATA

l’esigenza di ridurre i costi della politica alla quale devono concorrere tutti i livelli istituzionali, soprattutto quelli più alti, esigenza ribadita anche dal Presidente del Consiglio Mario Monti.

RILEVATO

che la richiamata riduzione dei costi della politica, stante anche il difficile momento economico e sociale che sta vivendo il Paese, deve avvenire in tempi brevi ed attraverso provvedimenti di sostanza che vadano ad incidere realmente nel merito della questione

SOTTOLINEATO

che la petizione popolare non ha una corsia preferenziale nei lavori consigliari e che la stessa, pur prevista dallo Statuto della Regione Piemonte come strumento di partecipazione popolare, non assume l’equivalente di una proposta di legge regionale

Tutto questo premesso il Consiglio comunale di Chieri

RECEPISCE

i contenuti della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica” per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, attualmente giacente presso la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Piemonte, in quanto coerenti con una azione di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi della politica, segnatamente di quella regionale e conseguentemente

INVITA

Il Consiglio Regionale del Piemonte ad approvare, entro il più breve tempo possibile, una legge regionale sul contenimento dei costi della politica, che recepisca in tutto o in ampia parte i contenuti della richiamata petizione popolare

INVIA

Copia di questo Ordine del Giorno:
1) Al Presidente della Giunta Regionale del Piemonte
2) Al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
3) Al Presidente della Commissione Bilancio Consiglio Regionale del Piemonte

  1. Vincenzo Cucci
    1 gennaio 2012 alle 11:20 am | #1

    http://m.questaelasinistraitaliana.org/2011/movimento-5-stelle-i-consiglieri-piemontesi-barano-sui-vitalizi-e-si-insultano-via-internet/

  2. meetupchieri
    5 gennaio 2012 alle 6:57 pm | #2

    Caro Professore, non la facevo così prono a credere al primo che passa. La questione è talmente vecchia e superata che fa stupire come oggi vengano tirate fuori queste cose.
    Come chiunque può verificare sul sito del movimento 5 stelle Piemonte, alla sezione trasparenza ( http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/Trasparenza%20al%2030_06_2011.pdf ), si vedrà che entrambi i consiglieri versano la trattenuta per il vitalizio in quanto NON E’ POSSIBILE RIFIUTARE il vitalizio PRIMA DELLA SCADENZA DEL MANDATO. La firma della reversibilità da parte di Biolè è stato un incidente risolto con la trattenuta volontaria dalla sua quota stipendio della trattenuta (mi si scusi il bisticcio) a favore del “Conto Progetti”.
    Prima di puntare il dito, mi piacerebbe ci dicesse quanti altri pubblicano le proprie buste paga su internet. Quanti altri consiglieri regionali di ogni ordine e colore si sono autoridotti il compenso versando la quota eccedente i 2500 euro in un fondo per il finanziamento di progetti promossi da cittadini, associazioni e movimenti (a parte chi versa l’obolo al partito). Quanti altri gruppi consiliari rendicontano le loro spese pubblicamente.
    Quanti altri gruppi politici sono così trasparenti da rischiare la propria immagine per mantenere pubbliche le proprie discussioni.
    Non lo so, ma mi vengono in mente scene pietose del “Figlio del Capo” chiuso fuori dall’ufficio dal suo “collega” di partito in consiglio comunale a Torino… mah. Sarà veramente meglio la vecchia politica.

    Ma torniamo al merito della mozione che parte da una petizione popolare iniziativa di cittadini, non del consigliere Biolè (che alla fine del suo mandato risponderà a tutti gli elettori del M5S e solo questi decideranno se ricandidarlo o meno, non un segretario): sarebbe disposto a presentarla in consiglio?

    Un saluto. (A. Rosso)

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