A volte serve alzare la voce…
Con buona pace del nostro caro amico Tony Pacati.
Purtroppo non cambia un gran ché.
E’ sul “Corriere di Chieri e Dintorni” di oggi, venerdi 18 luglio la notizia che il sindaco Tamagnone, sotto la pressione del malcontento dilagante tra i suoi cittadini ha incaricato il Politecnico di Torino di studiare i progetti in maniera da verificare che vengano utilizzate tutte le migliori tecnologie disponibili per la realizzazione della centrale a biomasse e uno studio all’ASL per un “censimento” dei fumi che potrebbero uscire dal camino della centrale.
Bello, direte voi. Io dico “Bellino”, anzi direi “Belìn”… Perchè il progetto ad oggi non c’è e non ci sarà fino a che non ci sarà l’esito favorevole degli enti governativi preposti (conferenza dei servizi, ARPA e chi più ne ha più ne metta), quindi se ci saranno i progetti è perchè il progetto stesso sarà approvato, per cui lo studio servirebbe solo come zuccherino per indorare la pillola.
La mia personale idea è che il Comune non sia minimamente intenzionato a farsi scappare ’sto malloppo di 500.000,00 euro per cui adesso farà un po’ di “ammuina” per far vedere che non è così prono al potere della moneta sonante per arrivare comunque a una conclusione positiva avallata da Politecnico e ASL (e voi villani volete discutere le autorità costituite della scienza e della medicina?).
A questo punto le strade sono due: torce e forconi in piazza e giunta inpeciata e impiumata e portata a spasso per il paese su un trave di legno oppure si inizia a battere su un tasto importante: pretendere comunque un monitoraggio ambientale attento anche agli inquinanti non misurabili al camino con un controllo sul territorio delle diossine magari partendo un anno prima dell’entrata in servizio dell’impianto e poi per tutta la durata della vita dell’impianto (sarebbe bello fossero a carico della Benarco, ma si sa che l’eden l’abbiamo abbandonato parecchio tempo fa).
Mettiamo qualcuno a controllare la centrale, però poi ci vorrebbe qualcuno che controllasse il controllore della centrale. E chi controlla il controllore del controllore della centrale? Forse con infiniti controllori mi sentirei tranquillo.
Gli incidenti e le disgrazie per mancati controlli e scarsa manutenzione sono all’ordine del giorno in Italia. Magari all’inizio controllano tutto, ma con il passare del tempo e con il persistere della crisi economica ci si potrebbe dimenticare di fare qualche controllo.
Oltre a questo aspetto, mi PARE di aver sentito all’ultima riunione che la diossiona si controlla un giorno all’anno? Non è molto rassicurante!
Proposta: facciamo la centrale, rinchiudiamo la giunta dentro a controllare le schifezze prodotte vita natural durante. Ci assicuriamo che non possano uscire per garantire il controllo permanente. Le ceneri le smaltiamo nei giardini dei membri della giunta. In caso di aumento di un qualche tipo di malattia dovranno essere gli stessi membri della giunta a provvedere di tasca propria al risarcimento economico
Vabè, adesso non lasciamoci trascinare dall’eccesso di pessimismo. Chiaro è che il Comune deve incaricare qualcuno di affidabile per fare i controlli e non lasciare all’iniziativa del conduttore della centrale il compito di controllarsi.
In compenso l’idea di usare i membri della giunta come “canarini in miniera” non è niente male. Molto salomonica.
G.F.