LETTERA A UN PADRE E A UNA MADRE
dal blog Forte e Chiaro di Tony Cirnigliaro una lettera commovente e piena di speranza.
Carissimi genitori,
mesi fa ho scoperto quanto sia bello e divertente parlare ai ragazzini. Non che prima non lo facessi, solo che intendo “parlare di cose serie” ma con il loro linguaggio. Tutto è nato da Luigi Garlando, un giornalista della Gazzetta dello Sport che, tra le altre cose, ha scritto “Per questo mi chiamo Giovanni”.
Il bravissimo Luigi ha avuto il coraggio di parlare di mafia usando il linguaggio dei più piccoli: è partito dalla quotidianità della scuola e, passando dalle tante cose che i ragazzini fanno tutti i giorni, è arrivato al sacrificio di Giovanni Falcone per la sua terra.
Io non ho fatto altro che riportare ai più giovani l’esperienza raccontata in questo libro. E l’ho fatto usando un carciofo per rendere bene l’idea di cosa sia Cosa Nostra, l’ho fatto sciogliendo un’aspirina in un bicchiere d’acqua per far capire cosa successe al piccolo Giuseppe Di Matteo, l’ho fatto dimostrando quanto i “mafiosi” sono così vicini a noi.
La loro prima reazione è stata quella di andarsi a leggere il libro. Il problema arriva dopo. La vostra reazione.
Carissimi genitori, la nostra società oggi è stereotipata: televisione, giornali e radio pensano per noi; i videogiochi ci permettono persino di non pensare; la messa la domenica mattina ci apre le porte del paradiso. Un ragazzino può ricevere un impulso positivo, ma la realtà che lo circonda ben presto lo trascina via nell’abulia generale. Allora dovremmo essere noi genitori ad alimentare quegli impulsi.
In particolare, in questo momento, vorrei rivolgermi a tutti quei papà e quelle mamme ideologicamente schierate nel partito di Berlusconi o comunque vicine al suo pensiero.
Non discuto per nulla le motivazioni che vi hanno spinto a ritenere quelle le forze migliori per guidare un Paese, non è questo il problema, almeno in questo caso. Quello che invece vorrei – io e migliaia di persone in Italia – è che spiegaste ai vostri ragazzi che, nonostante tutto, non condividete le parole del Premier.
“So che ci sono fermenti nelle procure di Palermo e Milano che ricominciano a guardare a fatti del ‘92, ‘93 e ‘94. E’ follia pura. Quello che mi fa male e’ che gente così, con i soldi di tutti noi, faccia cose cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene comune del Paese”.
Carissimi genitori, i primi anni ’90 la mafia si mobilitò per annientare coloro che, dopo anni di sacrificio e duro lavoro, stavano smantellando la struttura mafiosa. Tutti – o quasi – conoscono la parola “fine” che Cosa Nostra si era illusa di scrivere sulle storie di Falcone e Borsellino. Con quelle bombe, con quel tritolo, si tentò di azzittire un popolo, non due magistrati. Ma, loro malgrado, l’effetto fu quello di alimentare il seme della legalità, soprattutto tra i più giovani.
Per anni si è discusso su quali fossero gli intrecci tra l’organizzazione criminale e lo Stato, si vocifera da anni di trattative segrete. A quanto pare, qualcuno si è deciso a parlare e nuovi coraggiosi “eroi” stanno tentando di ricostruire la vera storia di quegli anni.
Spiegate, allora, ai vostri figli che nessuna procura vuole cospirare contro nessuno, in particolare, per quale motivo il presidente del Consiglio si debba ritenere perseguitato dalla riapertura di fascicoli che non lo riguardano. A meno che… a meno che lui sappia cose a noi sconosciute.
Quei soldi, quelli che Berlusconi ritiene sprecati, migliaia di italiani siamo disposti a metterceli di tasca nostra pur di vedere la giustizia fare “giustizia”, in primis per Falcone e Borsellino e tutti coloro che sono caduti in questa guerra. I soldi davvero sprecati sono quelli per le auto blu di lor signori, sono quelli per le scorte a gente come Sgarbi, sono quelli per consulenze miliardarie affidate ai miliardari.
Carissimi genitori, io ho scoperto quant’è bello parlare ai ragazzini di cose serie e continuerò a farlo. Ma quando loro torneranno a casa, accenderanno la tv e ascolteranno Berlusconi sparare sulle procure, quando ascolteranno Napolitano chiedere equilibrio al Csm nel rispondere al presidente del Consiglio che delegittima l’antimafia, quando sentiranno associare i nomi di Brusca e Riina e Provenzano a quelli di Falcone e Borsellino… quando succederà tutto questo, togliete il volume e parlate loro col cuore. Ditegli che Brusca giocava a carte con un bambino che dopo 2 anni ha sciolto nell’acido, spiegategli che Riina era il capo dei capi di un pugno di assassini, raccontategli che Falcone non ha potuto provare la nostra stessa gioia di essere genitori perché non voleva un figlio nato già orfano.
Carissimi genitori,
i vostri figli sono il nostro futuro e la nostra memoria. Non dimenticate di parlargli, di cose serie, ma con il loro linguaggio.
Chapeau.
LA STAMPA CI SEGUE: CUI PRODEST?.
E storia recente e ormai di pubblicissimo dominio che I GRILLINI CHIERESI SONO IN ESTINZIONE.
Avrei gradito la stessa prontissima attenzione per la serata di Paolo Borsellino e Benny Calasanzio, ma si vede che i cazzi del prossimo sono merce più vendibile.
I Grilli Chieresi non sono in estinzione. L’organizer del Meetup, ovvero il semplice amministratore della piattaforma informatica e referente “legale”, è dimissionario e in cerca di un sostituto. Punto.
Se non si troverà il sostituto, la base informatica del gruppo verrà chiusa e rimarrà vivo questo blog. Mi auguro che pur mancando il riferimento della piazza telematica del meetup il gruppo “ristretto” non si perda, ma continui a condividere le idee che ci hanno portato a ritrovarci sotto lo stesso ombrello.
Per promemoria, anche per i più distratti e per quelli che ritengono una notizia le dimissioni di un organizer di un meetup, ricordo che tra questi valori ci sono:
LA LEGALITA’, L’ETICA NELLA POLITICA, IL RISPETTO PER L’AMBIENTE, LA PROMOZIONE DELLA SOSTENIBILITA’ NEGLI STILI DI VITA, L’ETICA E LA SOLIDARIETA’ NELL’ECONOMIA, L’ETICA E L’INDIPENDENZA DELL’INFORMAZIONE.
A presto.
PERCHE’ NON E’ POSSIBILE VOTARE QUESTA MARMAGLIA.
Sarà anche vero che non si deve fare di tutta l’erba un fascio, ma gente che tollera di essere rappresentata e comandata politicamente da un buffone con delirio di onnipotenza come questo figuro, non merita di essere nemmeno toccata con la canna da paesca.
CITTADINI CON L’ELMETTO
Ho deciso di creare una pagina nuova dedicata alle prossime ammisitrative 2009.
Chieri e molti comuni dei dintorni rinnovano il proprio Consiglio Comunale come le Provincie e la Regione.
Ritengo quindi opportuno dedicare uno spazio apposito alle segnalazioni, discussioni e opinioni circa questo argomento: in questo momento si stanno tessendo le alleanze, si definiscono le spartizioni, si preparano gli accordi di scambio tra politica e gruppi di potere economico. Vedo scarso impegno di questi sepolcri imbiancati a guardare ai cittadini e ai loro reali bisogni.
Dobbiamo metterci l’elemetto e scendere in trincea: informarci e informare è la nostra unica arma per riuscire a scansare almeno qualcuno dei cetrioli che da anni ci fanno digerire.
IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA.
Ma anche chi ce l’ha non sta messo tanto meglio.
La politica da spettacolo, viviamo in una nazione perennemente in campagna elettorale dominata dalla politica dei proclami, degli annunci e del tirare a campare. Nel nostro piccolo, a livello locale, non stiamo dando uno spettacolo edificante: pezzi di maggioranza che fondano liste avversarie alla maggioranza, la maggioranza che inizia a sabotare le iniziative dei potenziali fuoriusciti, una opposizione ondivaga che non sa ancora bene con chi stare, un candidato sindaco del PD che prospetta un possibile futuro quinquennio che riesca a conciliare l’ambiente MA ANCHE la tangenziale est, altri che non sanno, altri che devono ancora decidere il programma e quindi non sanno ancora con chi apparentarsi. Insomma, un teatrino fantastico quanto deprimente.
Perchè scrivo questo?
Per chi non lo sapesse, siamo stati contattati qualche mese fa da alcune delle forze politiche in gioco in questi giorni per valutare eventuali forme di collaborazione, possibili candidature etc etc. Con alcune di queste, tra cui in particolare la lista civica che propone di candidare il Dott. Lancione a Sindaco, c’è stato un contatto più approfondito, siamo stati definiti come “il nuovo che avanza”, sono state fatte anche promesse importanti (va bene, potrei essere smentito, visto che eravamo noi e loro, ma non ho motivo di raccontare palle) accompagnate anche da alcuni “con quelli mai” quando non “piuttosto andiamo da soli”.
Ammetto, siamo stati tentati; abbiamo subito il fascino delle sirene.
Poi, complice anche il momento di apatia collettiva che ha ammorbato il gruppo in quei mesi ci siamo limitati a stilare alcune proposte programmatiche che abbiamo condiviso con tutti quelli che si sono dimostrati interessati e che ormai non ha più senso mantenere private, ma per il resto siamo rimasti in disparte a causa soprattutto delle poche risorse umane da mettere in campo.
Non tutto il male viene per nuocere. E’ della settimana scorsa (fonte Il Corriere di Chieri) l’ufficializzazione dell’apparentamento tra la lista civica di Zullo e Lancione e l’UDC con tanto di consacrazione con loro esponenti regionali e provinciali.
Io non escludo che ci possa essere stata la totale convergenza di intenti programmatici tra le due forze politiche, ma una cosa non riesco a digerire e che anzi mi fa venire la gastrite: ma i simboli non hanno più un significato? L’UDC è lo stesso partito che ha come vicepresidente TOTO’ CUFFARO.
INTERVALLO – musichetta e la valle dei templi in sottofondo…
Durante la sua prima presidenza alla Regione Siciliana Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale.[4] Con gli elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso Antonio Borzacchelli e Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli all’Ospedale Civico di Palermo, e Michele Aiello, importante imprenditore siciliano nel settore della sanità, indagato per associazione mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti.
Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati dall’interessato, è stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio, mentre non è stata accolta l’accusa di concorso esterno. Secondo il GUP è accertato che abbia fornito all’imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le indagini, grazie a una fonte non ancora nota, incontrandolo da solo in circostanze sospette, riferendo che le due talpe che gli fornivano informazioni sulle indagini che lo riguardavano erano state scoperte. Nell’incontro, anche una discussione riguardante l’approvazione del tariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall’imprenditore. Aiello ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe. Il GUP ipotizza inoltre che il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti, in servizio ai nuclei di polizia giudiziaria della Procura di Palermo, uno dei quali è stato l’autore del piazzamento delle microspie. Secondo una perizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento.[5]
Nel dicembre 2006, Miceli è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.[6]
Il 15 ottobre 2007 il procuratore aggiunto del processo a Cuffaro Giuseppe Pignatone ha chiesto 8 anni di reclusione per l’attuale Presidente della Regione Sicilia, per quanto riguarda i seguenti capi d’imputazione:
- favoreggiamento a Cosa Nostra;
- rivelazione di segreto d’ufficio.[7][8]
Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo.
La sentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 anni di reclusione nonchè all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Cuffaro assiste alla lettura della sentenza nell’aula bunker di Pagliarelli e dichiara immediatamente di non essere intenzionato ad abbandonare il suo ruolo di presidente della regione Sicilia. Nel frattempo, la pubblicazione di una serie di foto che lo ritraggono con un vassoio di cannoli, mentre apparentemente festeggia per non essere stato condannato per favoreggiamento della mafia,[9] provoca un grande imbarazzo.[10] Il 24 gennaio 2008 l’Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro 32) presentata dal centro sinistra.[11] Nonostante il voto di fiducia del Parlamento siciliano, Cuffaro si dimette due giorni dopo, nel corso di una seduta straordinaria dell’Assemblea.[12] Cuffaro ha annunciato che appellerà la sentenza. (fonte it.wikipedia.org)
Questi signori vogliono forse dirmi che l’UDC piemontese nulla può contro questi figuri? Che in nome di un qualche amore per la politica sono disposti a tollerare che la loro bandiera, il loro simbolo, la loro reputazione, sia rappresentata da dei mafiosi, o per lo meno da degli amici di mafiosi?
E che diciamo del possibile apparentamento ventilato dal portavoce della lista civica con il PDL? Un partito di inquisiti nato per salvare un uomo dalla galera e permettergli di spiumare questa nazione tra lazzi, frizzi, nani, ballerine, discutibili soubrettes e clamorosi troioni nazionali?
No, non mi è andata giù. Ho chiesto a un nostro iscritto che è anche tra i fondatori della lista, un chiarimento a titolo personale. Non ho ricevuto risposta e di questo me ne dolgo. Soprattuto perchè mi sono illuso che potesse nascere qualcosa di realmente nuovo, che ci potesse essere una forza politica diversa con cui poter collaborare, aperta a delle idee nuove e un po’ rivoluzionarie, anche se non direttamente. In realtà temo che, visti gli apparentamenti in discussione, di rivoluzionario ci sarà ben pocoe che ci aspetterà ancora un quinquennio di “fiato sul collo”, di antenne alzate e muso duro.
Alberto Rosso.
Come ragiona una certa stampa.
A leggere in giro oggi pare che il problema sicurezza sia il primo problema sentito dai cittadini.
In realtà il problema sicurezza è uno splendido escamotage per permettere a un governo con mire autoritarie di far passare qualsiasi legge e leggina liberticide (e magari in mezzo facciamo passare degli emendamenti discutibili ad uso personale). Sia chiaro, lungi da me accusare l’attuale governo di attentato alla democrazia, tanto più che lo stesso governo sostiene che i crimini comuni sono calati del 10%, ma la sicurezza rimane un’emergenza. Boh.
Dal manuale “come ti aumento la paura nel cittadino” trovo un grazioso sondaggio su Chierinotizie.it “Allarme sicurezza in Città, aumenta la criminalità , quali sono le ragioni?”. Ovviamente le motivazioni proposte sono le più populiste possibili tra cui i soliti immigrati e la scarsa presenza delle forze dell’ordine.
Io adesso vi chiedo: ma dove sta tutto ’sto allarme criminalità? Io continuo a girare per Chieri senza questa sensazione di pericolo e non mi sembra che ci siano state recrudescenze di cronaca nera nei dintorni.
E quindi mi chiedo: chi ci sta dietro a questa stampa e queste notizie? Che bisogno c’è di alimentare forzatamente un senso di insicurezza nel prossimo? Non dico di arrivare al comico opposto di spandere ottimismo come “certa gente” insiste a chiedere, ma un quadro equilibrato e ponderato invece che questa informazione “di pancia”?
Informarsi, sempre.
Alberto Fawkes
Vogliamo solo sapere!
E’ questo che il Comitato Pianalto, e noi con loro, sta cercando di far capire all’Amministrazione.
Essere coinvolti, per coinvolgere i cittadini, nell’iter decisionale relativo all’installazione di un impianto che ha collezionato ad oggi circa 2000 oppositori. E che crediamo non siano tutti anarco-insurrezionalisti, ambientalisti radicali, terroristi, comunisti, sindacalisti, populisti, demagoghi, “spazzatura”, “cancri della democrazia”, per usare locuzioni tanto care a Roma, spesso pronunciate tanto dal settore destro quanto da quello sinistro del Parlamento.
I nostri pimi passi in questo senso, li avevamo mossi nella settimana di Pasqua, chiedendo di “sapere”. Ricordate?
E avevamo ottenuto risposta in tempo record. Ricordate? E in quell’occasione ci dissero:
Tutto quanto inerente al VIA, al controllo ed alla verifica delle emissioni nell’atmosfera, è demandato all’ARPA che esprimerà le sue valutazioni e nulla osta necessari sulla base del progetto definitivo che la Benarco Energy presenterà loro. [...] Ammesso e non concesso che i superiori enti di controllo, in primis l’ARPA, concedano il via libera e certifichino l’effettiva innoquità delle emissioni [...]
Quindi, da come avevamo inteso noi, non potevano essere fornite ancora informazioni dettagliate perchè non era stato deciso nulla. Si era detto “Ammesso e non concesso che concedano il via libera”…
Recentemente, in due occasioni, l’Amministrazione si è pronunciata in questi termini:
Premesso che il Progetto non è ancora stato presentato dal richiedente, sarà possibile la realizzazione di detta centrale [...] solo nel caso in cui il Politecnico di Torino (su nostro incarico) avrà valutato positivamente il Progetto. [...] L’assenso dell’Amministrazione sarà vincolato alla dimostrazione che, attivando la centrale a biomassa e spegnendo o non attivando le cinque caldaie degli edifici pubblici di cui è prevista la fornitura gratuita dell’acqua calda per il loro riscaldamento, più un numero (che il Politecnico dovrà determinare) di caldaie private tramite il teleriscaldamento, si otterrà una riduzione delle polveri sottili. Non solo, ma abbiamo anche incaricato l’Istituto di Medicina del Lavoro, di misurare l’inquinamento atuale e verificare dopo l’attivazione della centrale il rispetto di tale miglioramento della qualità dell’aria. (il Sindaco su “Le Cioche ‘d Poirin”, ottobre 2008)
[...] è in corso il procedimento per l’affidamento dell’incarico volto alla valutazione della concentrazione degli inquinanti aero dispersi in diversi periodi dell’anno nel Comune di Poirino e in comuni limitrofi, prima dell’entrata in esercizio della costruenda centrale alimentata a biomasse e successivamente in analoghi periodi dell’anno durante la fase di esercizio della centrale stessa [...] (Comune di Poirino, prot. n. 13364 del 8/09/08)
No, un attimo. Ferma tutto! O noi siamo un po’ tardi, e loro si sono spiegati male, e non abbiamo capito. O c’è qualcosa che non quadra.
Se “i superiori enti di controllo” non hanno dato ancora il via libera al progetto, perchè si parla di costruenda centrale? Perchè si incarica qualcuno di monitorare l’aria di Poirino prima e dopo l’installazione della centrale? Perchè questo incarico è esteso alla fase di esercizio della centrale? Perchè adesso si parla di teleriscaldamento? Ma non erano solo 5 gli edifici destinati a “beneficiare” dell’acqua calda della Benarco?
Pur ostinandoci a credere nella buona fede delle persone, in certi momenti facciamo proprio fatica!
Fatica a capire. Fatica a fidarci.





